Prima di ogni dire, prima del silenzio

soglie

Per soglie di increato di Francesco Marotta (Bologna, Edizioni Il Crocicchio, 2006) postfazione di Luigi Metropoli

C’è il verde – angeli di verde – luna verdeggiante – urlo verde – erba sullo stelo – tagli smeraldini di ricordi – immobili foglie di sillabe malate.

Nell’insonnia che dimora e che impedisce il viaggio nel sogno si avverte la resa e il dolore della resa, di una morte che si riconosce. Di un corpo che viene studiato al microscopio, reale come reali sono i libri, reali come ferite squarciate, bave, ossidi alcolici, ampolle di vetro, bilance, piatti vuoti.

Il naufrago approda, anzi, finge di approdare, finge e simula la luce di un faro, miraggi concessi. Finzioni estreme. La verde stagione è passata, l’età della giovinezza conclusa, c’è un bambino che una volta ascoltava la favola degli aironi, c’è un sole bambino allora scrive il bambino, ma la grafia è invecchiata, la pagina di carne, la pupilla rammenta i morti.

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