ROLLING STONES STANLIO E OLLIO

Posted Maggio 10, 2008 by
Categories: Uncategorized

I racconti del ripostiglio di Claudio Martini

Posted Aprile 27, 2008 by
Categories: Claudio Martini, Recensioni, Romanzi, Uncategorized

I RACCONTI DEL RIPOSTIGLIO - Pagine 178 - Besa Editrice

“Mi è sempre piaciuta quell’immagine che Pratt propone alla fine di una delle sue opere, penso rientrando in casa alle sei del pomeriggio. I veneziani, quando sono stanchi della loro quotidianità, della loro vita abituale, entrano in una piccola corte, aprono una porta segreta e se ne vanno in una dimensione parallela, un ambiente in cui i sogni e i desideri trovano forma e creano storie che vale la pena di vivere…”
Inizia e finisce così il libro di Claudio Martini, psicologo torinese nato a Taranto nel 54, I racconti del ripostiglio edito da Besa Editrice. Read the rest of this post »

Devoti a Babele di Valter Binaghi

Posted Aprile 27, 2008 by
Categories: Recensioni, Romanzi, Valter Binaghi

Devoti a Babele di Valter Binaghi
Prezzo euro 12,00
Pagine 128
Isbn 978-88-8372-441-1

Discese all’inferno e compiaciute permanenze ne abbiamo avute a iosa, e nessuno ha aggiunto una virgola a Rimbaud. Io vi racconto come se ne esce.
Chi è davvero Arvo? Un tossico all’ultimo stadio? L’uomo che si libera della propria dipendenza per diventare adepto di una setta new age? Il personaggio mediatico che partecipa a un reality show e e poi naufraga nei lussuriosi labirinti del web? Forse è sopravvissuto al Diluvio, ma nessuno sa dov’è. Sia quel che sia, la parabola di Arvo è la più intensa e provocatoria scorribanda letteraria di uno scrittore che si conferma come una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea.

***
Le dipendenze nascono con l’uomo, anzi l’uomo nasce dipendente, sappiamo tutti che il bambino appena nato dipende totalmente dalla madre, succhia il suo seno e si nutre con il suo latte, senza la madre, o qualcuno che si occupi di lui, il bambino è destinato alla morte; poi il bambino si stacca dalla madre, smette di succhiare il suo seno, diventa adulto, si procura il cibo con il sudore della fronte, coltiva la terra, coglie i frutti che pendono dall’albero, Read the rest of this post »

Fabiano Alborghetti legge In stasi irregolare

Posted Aprile 27, 2008 by
Categories: Fabiano Alborghetti, In stasi irregolare, Recensioni, letture, poesia


Antonella Pizzo, In stasi irregolare
(Le Voci Della Luna Editore, 2007)

Se nel precedente Catasto ed altra specie (uscito nel 2006 per i tipi di Fara Editore) realtà e fantasia concorrevano nel fondersi, in questo In stasi irregolare è la massima realtà possibile a prendere scena. Realtà e ricordo, due piani sovrapposti e inscindibili, geneticamente collusi dove l’attore è carne, è l’infettato da emozioni ineludibili che a noi arrivano come voce medium di memoria.
La memoria di un fatto è la percezione del suo significato, il ricordo di un fatto è la percezione della sua dinamica. Read the rest of this post »

Posted Aprile 18, 2008 by
Categories: Uncategorized

Un blog dedicato alla POESIA sul Corriere della Sera on line coordinato da Ottavio Rossani

Posted Aprile 17, 2008 by
Categories: Ottavio Rossani, poesia

Da lunedì 3 dicembre 2007 è in rete con il Corriere della Sera-on-line il nuovo blog dedicato alla POESIA, di cui è responsabile Ottavio Rossani. Si pubblicano in prevalenza testi di autori, italiani e stranieri, dall’Ottocento ad oggi, corredati da una breve presentazione critica. Read the rest of this post »

Calcio a cinque in corso il torneo

Posted Aprile 15, 2008 by
Categories: Uncategorized

Ragusa. E’ in pieno svolgimento, organizzato dalla Cattedrale di San Giovanni Battista, il torneo di calcio a cinque giovanile in memoria di Martina Pluchino, non dimenticata animatrice della parrocchia, scomparsa tragicamente, vittima di un incidente stradale, il 17 febbraio del 2001. Il torneo è patrocinato dall’assessorato comunale allo Sport e dall’Endas. Le gare si svolgono, nel pomeriggio per i più piccini e in serata per i più grandi, presso il campetto”S. Antonino” a Ragusa ibla.
Il torneo è suddiviso in tre categorie: under 13, giovani 14-18 anni, over 19; gli danno vita ben 24 squadre (cinque, nove, e dieci), in rappresentanza di parrocchie, circoli giovanili, università; presenti anche una formazione della Polizia stradale e una rappresentanza del Centro di prima accoglienza per minori di Comiso.
«Il torneo - dice uno dei promotori, Sergio Spata - è inserito all’interno di una manifestazione sportivo-culturale finalizzata alla sensibilizzazione dei giovani sulla sicurezza stradale e contro l’uso dell’alcool. le finali; nelle tre categorie, si svolgeranno svolgeranno venerdì, 18 aprile, dalle ore 17,30 alle ore 22,30.
Un epilogo importante si avrà poi il 23 aprile alle ore 18, presso il Centro pastorale della Cattedrale di San Giovanni (sotto il sagrato): si avrà un incontro con i vertici della Polizia stradale nel corso del quale il dott. Antonio Capodicasa, comandante provinciale della Polstrada, parlerà dell’importanza della vita e della necessità che sulle strade si debba agire all’insegna della correttezza, della sicurezza, e del reciproco rispetto, mettendo al bando quindi l’uso di sostanze alcoliche e di sostanze stupefacenti. E sempre quel giorno, a sottolineare il coinvolgimento dei giovani nel progetto della Polizia stradale, si avrà la cerimonia della premiazione delle squadre che hanno dato vita al Trofeo “Martina Pluchino”.
«I giovani del Centro Pastorale della Cattedrale - dice ancora Sergio Spata - sono perfettamente convinti della necessità di una vera e propria “crociata” per divulgare la necessità della sicurezza stradale e per evitare le così dette “stragi del sabato sera”.
«Una occasione importante - dice il dott. Capodicasa - quella che ci viene offerta in occasione della cerimonia della premiazione delle squadre partecipanti al torneo di calcio a cinque, perchè avremo la possbilità di incontrare tanti giovani e di affrontare con loro gli argomenti più salienti della sicurezza sulle strade; anche perchè ci si avvia a grandi passi verso la bella stagione che come si sa suole portare un notevole incremento nella circolazione extraurbana, specie sulle arterie che conducono al mare. E noi non dobbiamo assolutamente farci trovare impreparati».
G. P.

 

la sicilia

Boicot a la presencia de Guillermo Habacuc Vargas en la Bienal Centroamericana Honduras 2008

Posted Aprile 9, 2008 by
Categories: Uncategorized

Nel 2007, Guillermo Vargas Habacuc prese un cane di strada, lo legò con una corda corta ad un muro di una galleria d’arte e poi lo lasciò morire di fame e di sete. Per parecchi giorni, l’autore  e i visitatori della galleria d’arte sono stati spettatori dell’agonia del povero animale, morto dopo un doloroso e assurdo  calvario.


 

Firma la petizione.petitiononline”
“Boicot a la presencia de Guillermo Habacuc Vargas en la Bienal Centroamericana Honduras 2008″

 

Vicino le nubi sulla montagna crollata a cura di L. Ariano e E. Cerquiglini

Posted Aprile 9, 2008 by
Categories: annunci

VICINO ALLE NUBI-COP

È uscita l’antologia Vicino alle nubi sulla montagna crollata presso Campanotto editore curata da Luca Ariano ed Enrico Cerquiglini con prefazione di Leonardo Mancino e un’intervista in esclusiva a Paul Connett. Read the rest of this post »

dopo il soffritto

Posted Marzo 30, 2008 by
Categories: poesia e soffritto

Giosuè Carducci delle terme di Caracalla
si mise a cercare i poeti necessari al cimitero
e non li trovò
la vita scoppia e si riprende
ogni istante il suo dovuto
le radici spaccano la pietra
la gramigna attecchisce dovunque
se le parole che vanno a capo
vogliono dire qualcosa
qualcuno capisce qualcun altro no.
Tu dici: leggere il tal poeta è necessario e/o essenziale
(a piacimento)
sei contrario alle poetuncole che scrivono
dopo aver soffritto la cipolla
dici che le lacrime provengono da lì
che il verso conseguente potrebbe risultare indigesto.

Essenziale è il pane l’impasto all’alba
necessario alla sopravvivenza
il sale
lo sanno bene gli uomini blu che percorrono
il deserto coi cammelli
per mesi e mesi
coi cilindri portati sulle some
poi si fermano a ringraziare Dio
a purificare il corpo e il viso con la pietra sfregata
alla roccia santa

(visti nella mia cucina dopo il soffritto)

Primavera vicina - Johann Wolfgang Goethe

Posted Marzo 20, 2008 by
Categories: poesia e primavera

Più morbida, più lieve
l’aiuola, ecco, s’inturgida;
candide come neve
ondeggian le campanule,
un vivo ardor di fuoco
va dispiegando il croco;
 il suol di sangue stilla,
lo smeraldo sfavilla.
Le primule si gonfiano
con borioso piglio;
mentre l’astuta mammola
s’asconde ad ogni ciglio;
un alito possente
scuote la vita intera.
E’ viva, è qui presente
ormai la primavera.

Carte nel vento - Poesia e internet

Posted Marzo 19, 2008 by
Categories: poesia e internet

Carte nel vento
Estromessa dalla carta stampata quotidiana e periodica, la poesia è entrata significativamente nel mondo di internet, con un fiorire di iniziative che fanno capo a siti, blog, riviste on-line, aggregatori. Tutto questo, se da un lato testimonia la sua vitalità, al passo con le nuove tecnologie e con i tempi, dall’altro pone esigenze di comprensione e studio del fenomeno.

Per capirne potenzialità e limiti, per offrire nello stesso tempo una chiave di lettura e una mappa, un’istantanea della situazione, dal numero 6 “Carte nel Vento” opera una sorta di ricognizione in rete, attraverso i principali operatori della poesia nel web.

Carte nel Vento - Marzo 2008, anno V, numero 9
Poesia e internet / 4: Nabanassar e Viadellebelledonne

pubblicato anche qui

Antonella Pedrinazzi Le donne che corrono - Edizioni il filo

Posted Marzo 19, 2008 by
Categories: letture

 
   

Antonella Pizzo legge

Antonella Pedrinazzi Le donne che corrono - Edizioni il filo

Antonella Pedrinazzi non è una scrittrice ma una donna che corre da mattina a sera, corre dietro i suoi innumerevoli impegni, di lavoro, di famiglia, di casa, d’ufficio, i figli, il marito, la cucina, la spesa, e poi, per non arrendersi al tempo, alla fatica del lavoro, agli impegni affettivi, perché dentro ha vent’anni anche se il suo corpo si rifiuta di crederci, va in palestra, va in piscina, fa l’aerobica. In tutto questo correre accade che Antonella per un attimo si distrae e non si accorge di quattro scalini, inciampa, cade, ruzzola, si rompe una gamba ed è costretta sua malgrado a fermarsi, il gesso pesa e non le consente di continuare a correre. Allora si rende conto d’aver sempre corso e si chiede se anche le altre donne corrono come lei, interroga così le sue colleghe, le sue amiche, chiede se anche loro corrono e perchè lo fanno. Scrive, in quella sua fermata obbligata, del suo correre e del correre delle altre donne. Antonella mi scuserà se questa mia lettura è una lettura fatta di corsa, ma ahimè anch’io sono una donna che corre dietro la famiglia, la casa, l’ufficio, lavoro fuori e dentro casa, e vado sempre di corsa, aspetto anch’io i miei quattro scalini che mi consentano una sosta di qualche giorno. Che strane che sono queste donne, sembrano delle folli, si muovono a velocità supersonica, se sono prese dall’ansia allora puliscono i vetri e lo fanno ogni giorno, o se rinvasano le piante ne rinvasano 20 alla volta, se cucinano lo fanno per un battaglione di soldati, ma l’ansia si deve pure sfogare in qualche modo. In mezz’ora la donna che corre riesce a fare la ceretta, la depilazione, il trucco, la doccia, le unghie, la tinta. Il volumetto ha la copertina azzurra e naturalmente c’è un’immagine di una donne che corre. Le intenzioni dell’autrice sono quelle di far sentire meno diverse queste donne, in una sorta di mal comune mezzo gaudio, sentirsi meno sole facendo parte di una categoria specifica: “donne che corrono”. In effetti le donne che corrono sono quelle donne che in nome della parità dei sessi hanno voluto lavorare fuori casa, sono “stupide e sciocche” donne che in nome della libertà si sono trovate nella situazione di dover lavorare non solo in casa ma anche fuori, donne che ricoprono due ruoli, che fanno due lavori. Il libro è autoironico e racconta con simpatia e affetto le vicissitudini di queste donne che nonostante il loro correre trovano ancora il tempo per sognare e per scrivere un libricino carino come questo, un omaggio alle donne corrono, che sono la maggioranza.

pubblicato sul numero zero di viadellebelledonne

Perché la poesia, i poeti, una rivista, la risposta nella lectio di Cacciari

Posted Marzo 19, 2008 by
Categories: varie

 
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Per Platone la poesia non ha funzione educativa ma è corruttrice, suscita emozioni, dà false rappresentazioni della realtà essendo imitazione di essa. L’unica poesia ammissibile è quella coerente con i valori della città e che contribuisca alla formazione della morale dei cittadini, quella del logos razionale.

Nel Fedro Teuth propone al faraone l’invenzione della scrittura spiegando che serve a ricordare, ma il faraone non approva e sostiene che mettendo le cose per iscritto non è più necessario ricordarle. Platone è critico nei confronti della poesia. La poesia è cattivo sperma e chi la pratica è cattivo giardiniere.

Non tutti abbiamo avuto la possibilità e il piacere di essere presenti il 14 gennaio scorso alla festa organizzata da Poesia in occasione del suo ventennale. Qualcosa però a noi, amanti poveri e poveri amanti della poesia, è arrivata: prima di tutto il numero 223, copertina bianca con sopra scritto 20 anni, caratteri  in oro, costo 10 euro, 500 poesie sulla poesia; poi la pubblicazione nel numero di marzo della Lectio magistralis tenuta dal filosofo Massimo Cacciari nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano.

Presenti sul magnifico palco oltre a quest’ultimo, l’attore bulgaro Moni Ovadia, l’irlandese nobel per la letteratura Seamus Heaney, Nicola Gardini, l’editore Crocetti, l’inglese Tony Harrison, l’ateniese Titos Patrikios; assente giustificato, causa malattia, Bonnefoy;  e proprio da Bonnefoy, e da una vecchia prosa dello stesso dal titolo Antiplatone, che Cacciari inizia la sua magistrale lezione sulla poesia, sulla necessità della poesia, sulla resistenza della poesia.

 

“Ritengo infatti che la Poesia, la grande Poesia, sia sempre una sorta di scuola di resistenza, al “contro i poeti“che da Platone accompagna più o meno sotterraneamente tutta la nostra cultura”

 

“La nostra poesia deve giustificarsi, deve mostrare la propria necessità

 

Che la poesia debba giustificarsi è opinione comune, che non serva  a niente si è sentito affermare spesso dai non addetti ai lavori, che quando trattiamo numeri e diciamo: mettiamoci un po’ di poesia, intendiamo dire rendiamo le cose complicate e oscure. Alcuni poeti faticano a trovare una giustificazione e una spiegazione soddisfacente del loro fare, io stessa a volte mi scoraggio e mi chiedo perché lo faccio, perché continuo a scrivere versi che probabilmente non leggerà nessuno, che non serviranno a nessuno, con i quali non si potrà costruire niente, che non produrranno reddito, cibo, vestiti, calore, energia. Cacciari risponde a queste domande, afferma, la poesia “mostra, esprime (cut) la dimensione più originaria del linguaggio” noi non utilizziamo il linguaggio, il linguaggio non appartiene a noi, non è uno strumento, noi “siamo nel linguaggio” non possediamo la poesia, ma è la poesia che ci possiede. L’uomo “ha il logos come propria essenza”. Trovo la lezione di Cacciari stimolante, l’argomento poesia è come la poesia stessa, sempre aperto e sempre oscuro, Cacciari però è un filosofo e mette dei puntelli certi, fa il punto della situazione.

La poesia pare sia diversa della filosofia, dico io, quest’ultima utilizza un linguaggio certo e univoco, la prima un linguaggio che mai esaurisce i significati; il significato spesso è in ombra, sembra svelarsi e poi si nasconde, ognuno di noi legge le ombre e vede nelle ombre la rappresentazione di ciò che noi,  attraverso la nostra sensibilità, la nostra esperienza, il nostro sentire, riteniamo di vedere ma quando cambia la prospettiva, cambia il vento, il tempo e cambia il senso o è il senso che abbiamo individuato ieri che oggi ci ha cambiati.  La poesia è necessaria, oggi più che mai, è necessaria all’uomo in quanto singolo e all’umanità  nel suo complesso. La poesia è la scuola della resistenza, la resistenza dei poeti, del logos, dell’uomo, dell’essenza stessa del mondo e della vita. Resistenza dunque per far sì che non si dimentichi l’essenza del linguaggio e dell’uomo. Cacciari risponde agli interrogativi: Perché la poesia nel tempo della miseria? Perché scrivere e pubblicare versi mentre nel mondo infuriano guerre e tragedie? Risponde all’affermazione di Adorno: “Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie e ciò avvelena la stessa consapevolezza del perché è divenuto impossibile scrivere oggi poesie”. Scrisse Paul Celan, poeta rumeno di origine ebraica e di lingua tedesca sopravvissuto allo sterminio ma morto suicida nel 70, che con il silenzio le vittime del nazismo sarebbero state consegnate un’altra volta inermi ai loro carnefici. Resistenza per dare voce alle sofferenze dell’umanità, solo in poesia ciò è possibile giacché essa non de-termina chiaramente, non de-finisce totalmente, quindi non esaurisce mai i significati, apre al senso e resta sempre al senso aperta come le ferite sanguinanti dell’umanità, oscurità necessaria dunque, oscurità che apre all’immaginazione, allo scavo, alla scoperta, al ricordo, perché si ricorda ciò che rimane aperto, le ferite che sanguinano. Qualcuno forse si chiederà il perché di un’altra rivista di poesia, forse ci chiederanno di giustificare la rivista, se lo faranno avvertiamo sin da ora che anche queste risposte, volendo, si possono trovare  nella Lectio Magistralis di Cacciari. Facciamo resistenza, resistiamo al “contro i poeti” resistiamo con quello che abbiamo, come possiamo, resistiamo anche con una rivista come  questa, dove pubblicheremo poesie e presenteremo poeti resistenti e necessari, perché nonostante tutto non pensiamo che la poesia sia inutile e neppure i poeti.

Dai commenti di Poesia e monnezza

E credo che l’inutilità della poesia (se si considera il significato di utilitaristico nell’accezione comune e non in quello etico) sia uno dei presupposti fondanti  della stessa. Un’inutilità necessaria per sua natura, altrimenti tutto si ridurrebbe a un cammino ben poco consapevole, un andare senza meta, “inseguendo miti costumisti… senza uno sguardo etico”.E il senso, questo rovello che fruga senza esito… Ad alcuni (i poeti) sono dati come privilegio e condanna l’urgenza e la necessità ineliminabile dello scavo, la continua tensione verso l’ineffabile. Tensione che approda a risultati sempre “inutili”, ma così necessari.

Liliana Zinetti

*
 
Sobilla, simula, mente, si illude di scavare, di poter cambiare: insomma il poeta, cui aggiungerei anche gli attributi di  invidiososonarcisoombelicalepsicolabile metereopaticoisterico (pur se privo di isteron=utero), e spesso a rischio dell’abisso(suicidio), si dimostra  umanissimo per tutte queste sue dimensioni negative. Sono d’accordo quindi, Liliana, che meriti grandi dosi di ironia. Ma gli vogliamo lasciare un minimo tratto di pulizia, nel riconoscergli almeno quella spinta misteriosa e potente come una droga (anche tu la provi, vero?), che lo spinge a impiegare il suo tempo consapevolmente a vuoto, senza trarne alcun guadagno, inseguendo utopie, felice quando crea, profondamente e pericolosamente infelice quando non riesce a farlo?
Forse il limite è solo nello squilibrio tra la sua necessità di essere lettoascoltato, spesso abnorme, e quella di ascoltare… Sappiamo bene che vale più l’ascolto di un brano poetico che ti riempie di senso le circonvoluzioni, di tanti vaniloqui pseudoculturali o dello spendere la vita inseguendo miti consumisti di produttivitàsuccesso senza uno sguardo etico, appunto, a quella superficie che circonda e grida…La poesia, quella piena di senso, aiuta appunto ad acuire sensibilità e sguardo. Peccato che il concetto sia oggi misconosciuto, peccato davvero.

Anna Maria Ferramosca

*

Credo che il poeta rivolga al mondo uno sguardo che non’vede’ ma che capta l’imo delle realtà più profonde. Ideare immagini di realtà altre è l’intuizione rivoluzionaria: non il cambiamento, ma l’indicazione della sedizione, del sovvertimento.
La poesia è “inutile”, ma dolorosamente “obbligante” (e obbligata).

Mirko Servetti

*

Questa corsa verso la parola, nella fatica dello scavo, che poi non è mai così come la vorremmo.Trapassata dalla follia, dallo sconcerto di andare oltre sé stessa.

Margherita Rimi

*

ascolto
i morti e
sono mortale, mi aggiusto
le scapole prima di cadere
sciogliendomi io stesso
le cere d’api..c’è del sottile
in ganno in tutto ciò che faccio
mi nasco..ndo dove mi a m..m a z z o
ma mi amo così
tanto da ricrearmi ri cercarmi in ogni antro di
parola che os-curo dalla bocca messa
a t a c e r e.

Fernanda Ferraresso

pubblicato su viadellebelledonne

E’ on line il numero zero della Rivista VIADELLEBELLEDONNE

Posted Marzo 18, 2008 by
Categories: annunci

http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/03/17/e-on-line-il-numero-zero-della-rivista-viadellebelledonne/

Nasce il 17 marzo la Rivista VIADELLEBELLEDONNE

Nasce la rivista telematica Viadellebelledonne, dall’esperienza redazionale del blog letterario omonimo. La rivista di cultura letteraria rappresenta l’esperimento, ormai consolidato sul web, della scrittura intesa come approfondimento e sinergia di competenze diverse nel campo del sapere. Il numero zero prende avvio attorno ad un piccolo nucleo di articoli che nei numeri successivi diventeranno sempre più numerosi.

Il silenzio della poesia si fa libro (anteprima)

Posted Marzo 18, 2008 by
Categories: annunci

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Il silenzio della poesia nasce da un incontro (organizzato dal curatore e da Massimo Pasqualone in collaborazione con l’Associazione Culturale “Alento”) tenutosi il 16 febbraio 2008 presso il Museo Michetti di Francavilla al Mare (patrocinio del Comune e della Provincia di Chieti): 24 autori da tutta Italia si sono confrontati sul tema, al tempo stesso avvincente e sfuggente (se non addirittura contraddittorio) che dà il titolo a questo libro. 17 li trovate pulsanti in queste pagine, con le loro poesie e/o le loro riflessioni: un campione piccolo ma significativo (anche per la grande varietà delle poetiche rappresentate e per il taglio transgenerazionale) dello status del poeta nel Bel Paese di oggi. continua  a leggere

Poesia e monnezza

Posted Marzo 16, 2008 by
Categories: altro

Continua su vdbd la saga della poesia e monnezza, devo dire che stanno arrivando davvero dei testi interessanti, si vede che la monnezza ispira. L’ultima è questa di Adernò

Canti emiliani dei morti di Giuseppe Caliceti - invito alla lettura di Antonella Pizzo

Posted Marzo 1, 2008 by
Categories: letture

Il titolo è una esplicita citazione ed è dato dall’elaborazione e dall’intarsio dei titoli dei Canti pisani di Ezra Pound e del Libro tibetano dei morti. Poema della vita e della morte, dell’infanzia, della crescita, dell’assenza e dell’elaborazione del lutto. Canti emiliani dei morti di Giuseppe Caliceti racconta in versi la storia della sua vita, che va dalla sua nascita avvenuta nel 1964 fino al 2000, anno della morte del padre, Gisberto, un uomo generoso e leale, maestro elementare in un orfanotrofio. L’orribile morte del padre, schiacciato da un trattore, è raccontata con versi crudi, descrittivi, cronachistici ma non per questo non commoventi.

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Artemisia

Posted Febbraio 29, 2008 by
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Una donna unica

Poesia e Monnezza n. 2 - di Fernanda Ferraresso

Posted Febbraio 29, 2008 by
Categories: annunci

Su VDBD

Scanzunati - Acqua e fangu - Messina 1908- 2008

Posted Febbraio 28, 2008 by
Categories: video poesia

Il pozzo degli innocenti di Doriana Goracci

Posted Febbraio 27, 2008 by
Categories: Uncategorized

La tristissima fine di due bambini pugliesi, Francesco e Salvatore Pappalardi di Gravina, di cui si erano perse le tracce da mesi e mesi, domina oggi, forse anche domani, le prime pagine dei media. Dicono che non sarebbero morti subito dopo la caduta e a seguito di qualsiasi trauma subito: è probabile che siano deceduti a causa del freddo e per fame. L’ultima è di fonti vicine alle indagini che fanno questa valutazione, “a prescindere dal fatto che i due ragazzini siano caduti o siano stati scaraventati da qualcuno nella cisterna”.
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Quaderno della notte

Posted Febbraio 27, 2008 by
Categories: annunci

su VDBD

The Love Song of J. Alfred Prufrock

Posted Febbraio 25, 2008 by
Categories: T.S. Eliot, poesia

Il canto dell’amore di J. Alfred Prufrock

S’io credesse che mia risposta fosse
A persona che mai tornasse al mondo,
Questa fiamma staria senza più scosse.
Ma perciocché giammai di questa fondo
Non tornò vivo alcun, s’i’ odo il vero,
Senza tema d’infamia ti rispondo.

I

Allora andiamo, tu ed io,
Quando la sera si stende contro il cielo
Come un paziente eterizzato disteso su una tavola;
Andiamo, per certe strade semideserte,
Mormoranti ricoveri
Di notti senza riposo in alberghi di passo a poco prezzo
E ristoranti pieni di segatura e gusci d’ostriche;
Strade che si succedono come un tedioso argomento
Con l’insidioso proposito
Di condurti a domande che opprimono…
Oh, non chiedere « Cosa? »
Andiamo a fare la nostra visita.

Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.

La nebbia gialla che strofina la schiena contro i vetri,
Il fumo giallo che strofina il suo muso contro i vetri
Lambì con la sua lingua gli angoli della sera,
Indugiò sulle pozze stagnanti negli scoli,
Lasciò che gli cadesse sulla schiena la fuliggine che cade dai camini,
Scivolò sul terrazzo, spiccò un balzo improvviso,
E vedendo che era una soffice sera d’ottobre
S’arricciolò attorno alla casa, e si assopì.

E di sicuro ci sarà tempo
Per il fumo giallo che scivola lungo la strada
Strofinando la schiena contro i vetri;
Ci sarà tempo, ci sarà tempo
Per prepararti una faccia per incontrare le facce che incontri;
Ci sarà tempo per uccidere e creare,
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani
Che sollevano e lasciano cadere una domanda sul tuo piatto;
Tempo per te e tempo per me,
E tempo anche per cento indecisioni,
E per cento visioni e revisioni,
Prima di prendere un tè col pane abbrustolito

Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.

E di sicuro ci sarà tempo
Di chiedere, « Posso osare? » e, « Posso osare? »
Tempo di volgere il capo e scendere la scala,
Con una zona calva in mezzo ai miei capelli -
(Diranno: « Come diventano radi i suoi capelli! »)
Con il mio abito per la mattina, con il colletto solido che arriva fino al mento, Con la cravatta ricca e modesta, ma asseríta da un semplice spillo -
(Diranno: « Come gli son diventate sottili le gambe e le braccia! »)
Oserò
Turbare l’universo?
In un attimo solo c’è tempo
Per decisioni e revisioni che un attimo solo invertirà

Perché già tutte le ho conosciute, conosciute tutte: -
Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi,
Ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè;
Conosco le voci che muoiono con un morente declino
Sotto la musica giunta da una stanza più lontana.
Così, come potrei rischiare?
E ho conosciuto tutti gli occhi, conosciuti tutti -
Gli occhi che ti fissano in una frase formulata,
E quando sono formulato, appuntato a uno spillo,
Quando sono trafitto da uno spillo e mi dibatto sul muro
Come potrei allora cominciare
A sputar fuori tutti i mozziconi dei miei giorni e delle mie abitudini? .
Come potrei rischiare?
E ho già conosciuto le braccia, conosciute tutte -
Le braccia ingioiellate e bianche e nude
(Ma alla luce di una lampada avvilite da una leggera peluria bruna!)
E’ il profumo che viene da un vestito
Che mi fa divagare a questo modo?
Braccia appoggiate a un tavolo, o avvolte in uno scialle.
Potrei rischiare, allora?-
Come potrei cominciare?

. . . . . . . . . . . .

Direi, ho camminato al crepuscolo per strade strette
Ed ho osservato il fumo che sale dalle pipe
D’uomini solitari in maniche di camicia affacciati alle finestre?…

Avrei potuto essere un paio di ruvidi artigli
Che corrono sul fondo di mari silenziosi

. . . . . . . . . . . . .

E il pomeriggio, la sera, dorme così tranquillamente!
Lisciata da lunghe dita,
Addormentata… stanca… o gioca a fare la malata,
Sdraiata sul pavimento, qui fra te e me.
Potrei, dopo il tè e le paste e i gelati,
Aver la forza di forzare il momento alla sua crisi?
Ma sebbene abbia pianto e digiunato, pianto e pregato,

Sebbene abbia visto il mio capo (che comincia un po’ a perdere i capelli)
Portato su un vassoio,
lo non sono un profeta - e non ha molta importanza;
Ho visto vacillare il momento della mia grandezza,
E ho visto l’eterno Lacchè reggere il mio soprabito ghignando,
E a farla breve, ne ho avuto paura.

E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Dopo le tazze, la marmellata e il tè,
E fra la porcellana e qualche chiacchiera
Fra te e me, ne sarebbe valsa la pena
D’affrontare il problema sorridendo,
Di comprimere tutto l’universo in una palla
E di farlo rotolare verso una domanda che opprime,
Di dire: « lo sono Lazzaro, vengo dal regno dei morti,
Torno per dirvi tutto, vi dirò tutto » -
Se una, mettendole un cuscino accanto al capo,
Dicesse: « Non è per niente questo che volevo dire.
Non è questo, per niente. »
E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Ne sarebbe valsa la pena,
Dopo i tramonti e i cortili e le strade spruzzate di pioggia,
Dopo i romanzi, dopo le tazze da tè, dopo le gonne strascicate sul pavimento
E questo, e tante altre cose? -
E’ impossibile dire ciò che intendo!
Ma come se una lanterna magica proiettasse il disegno dei nervi su uno schermo:
Ne sarebbe valsa la pena
Se una, accomodandosi un cuscino o togliendosi uno scialle,
E volgendosi verso la finestra, dicesse:
« Non è per niente questo,
Non è per niente questo che volevo dire. »

. . . . . . . . . . .

No! lo non sono il Principe Amleto, né ero destinato ad esserlo;
Io sono un cortigiano, sono uno
Utile forse a ingrossare un corteo, a dar l’avvio a una scena o due,
Ad avvisare il principe; uno strumento facile, di certo,
Deferente, felice di mostrarsi utile,
Prudente, cauto, meticoloso;
Pieno di nobili sentenze, ma un po’ ottuso;
Talvolta, in verità, quasi ridicolo -
E quasi, a volte, il Buffone.

Divento vecchio… divento vecchio…
Porterò i pantaloni arrotolati in fondo.

Dividerò i miei capelli sulla nuca? Avrò il coraggio di mangiare una pesca?
Porterò pantaloni di flanella bianca, e camminerò sulla spiaggia.
Ho udito le sirene cantare l’una all’altra.

Non credo che canteranno per me.

Le ho viste al largo cavalcare l’onde
Pettinare la candida chioma dell’onde risospinte:
Quando il vento rigonfia l’acqua bianca e nera.

Ci siamo troppo attardati nelle camere del mare
Con le figlie del mare incoronate d’alghe rosse e brune
Finché le voci umane ci svegliano, e anneghiamo.

T.S. Eliot (1888–1965). Prufrock and Other Observations. 1917.

Non vi partecipo il mio dolore

Posted Febbraio 23, 2008 by
Categories: poesia

Non vi partecipo il mio dolore
e non vi invito a leccare il mio sale
lo spartisco con chi mi aggrada
invito io i miei commensali
che dolore fa rima con amore
lo sanno bene i poeti internettiani
che vi sembrano scemi e non lo sono
almeno non più di voi
che imbrattate carte seppur ecologiche e riciclate
ho detto al mio edicolante di conservarmi poesia
esce ogni mese ma spreco soldi e tempo
a leggere triturazione di sillabe
preferisco coltivare pomodori nel balcone ed erbe officinali
fertilizzate con composta fatta in casa

D’amore vorrei parlare di Alivento

Posted Febbraio 22, 2008 by
Categories: poesia

D’amore vorrei parlare
e di tormento

dice l’albero al vento.
Pressami la giugulare
fammi annegare
il sangue scende a fiotti
non respirare.
C’è altro oltre i tuoi occhi?
chiede l’alba al tempo
C’è altro oltre quell’acqua
che verde brilla e cade?
Aspettami nel sole
fammi liquefare
la cera delle ali
in gocce tiepide di mare.
C’è altro oltre le stelle
che vedo nella notte
di un cielo che di carne
ha il mormorio sensuale?
Splendore della pelle
la bocca da baciare.
C’è altro oltre il respiro
del fango nel pantano
le nuvole di pioggia
il sogno l’aquilone?
Liberami dal filo
lasciami volare
planare dentro il fosso
come rana gracidare.

Alivento

segnalata da Ibridamenti

Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci

Posted Febbraio 19, 2008 by
Categories: Romanzi, letture

copertina-fallaci.jpg

La copertina è quella originale del tempo, originali anche gli scarabocchi 

A chi non temo il dubbio
a chi si chiede i perchè
senza stancarsi e a costo
di soffrire di morire
A chi si pone il dilemma
di dare vita o negarla
questo libro è dedicato
da una donna
per tutte le donne

Oriana Fallaci

Una giovane donna nel cuore della notte sente d’improvviso dentro di lei la scintilla della vita. Della donna non sappiamo niente, tranne che è una donna in carriera, che non è sposata e che aspetta un bambino. La donna inizia un lungo monologo, si rivolge al figlio non ancora nato, si pone mille interrogavi e si dà mille risposte, molto spesso contrastanti. Chi è, cos’è quello che ha dentro? Read the rest of this post »

prenotazioni

Posted Febbraio 14, 2008 by
Categories: Uncategorized

Il blog è chiuso

Posted Febbraio 12, 2008 by
Categories: Uncategorized

Il blog è chiuso per inutilità

diario delle belle donne

Posted Febbraio 10, 2008 by
Categories: Uncategorized

I blog sono frenetici, a volte lo sono così tanto che non si riesce a seguirli. Se ci staccano la corrente elettrica dei blog non resterà nulla, le biblioteche, invece, sono piene di libri polverosi scritti centinaia di anni fa e ci saranno sempre. Negli archivi ci sono libri antichissimi. C’è un archivio a Pieve Santo Stefano, al confine tra Toscana, Umbria e Romagna, che dal 1984 raccoglie i diari, le memorie biografiche, gli epistolari scritti da gente comune in cui si racconta la vita di tutti e la storia d’Italia. Alessandra Pigliaru in questo momento sta creando un quaderno di 100/150 pagine, lei, oltre ad essere una belladonna colta e intelligente, fa dei quaderni interamente cuciti a mano, utilizza carta riciclata, di cocco, stoffa, ed altri materiali (crea anche delle collane molto fashion). Sulla prima pagina mettereremo la data e poi scriveremo una pagina di diario, in seguito il diario verrà inviato a chi ne farà richiesta, la ricevente a sua volta scriverà un’altra pagina del diario e poi lo spedirà ad un’altra donna, e così via fino a quando il diario sarà completo.
Il diario collettivo cartaceo avrà per titolo il “Diario delle belle donne”. Quando le donne avranno scritto tutte le pagine, dovesse passare anche un anno, il quaderno verrà spedito all’archivio diari http://www.archiviodiari.it/default.htm. Sarà il diario delle donne vissute nell’anno 2008, racconterà chi siamo, cosa facciamo, cosa mangiamo, come vestiamo, come viviamo.
Alla stesura del diario collettivo possono partecipare tutte le donne che ne faranno richiesta.
Le prenotazioni possono essere fatte scrivendo alla redazione di http://viadellebelledonne.wordpress.com - diariovdbd@yahoo.it , la pagina di diario deve essere scritta nel più breve tempo possibile e il diario inviato alla destinataria prestabilita con raccomandata senza avviso di ricevimento. Il file in formato word del testo della pagina deve essere spedito alla redazione all’indirizzo sopra indicato che, eventualmente, potrà pubblicarlo in forma digitale nel blog. Nel blog scriveremo chi ha in mano il diario e quale strada sta facendo, lo seguiremo in tutti i suoi lenti spostamenti sperando che non si fermi mai e che giunga a destinazione.

la sedia

Posted Gennaio 31, 2008 by
Categories: racconti

Da tempo sono una sedia, bella, in faggio, con tutte le cose al posto giusto, quattro gambe perfettamente tornite, appena appena curvate, quel giusto che fa impazzire gli uomini che mi siedono, ho la giusta curva, quella curva che turba, quel movimento che dolcemente parte e altrettanto dolcemente arriva. La mia seduta è morbida, è accogliente, è larga quanto basta a sostenere le parti intime di chi si accosta a me e stancamente si appoggia e finalmente si siede e poi sospira; io li accolgo e sono docile come devo essere, perché la docilità è insita nella mia natura di sedia. Ho la spalliera avvolgente e reggente, reggo la schiena e le spalle chi si affida a me. Read the rest of this post »

Luceperanto di Alivento

Posted Gennaio 24, 2008 by
Categories: altro

luceperanto.jpg

Grazie Ali per aver elaborato questa immagine e avermela dedicata. Non la merito.

Niente è come sembra - un film di Franco Battiato

Posted Gennaio 24, 2008 by
Categories: Uncategorized

 

In fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza, il libro

“Le trame dei film e dei tappeti moderni sono pieni di anilina, caro perplesso lettore. Dal mio osservatorio, sto segnalando, in tutti i modi e con tutti i mezzi, la mia posizione; lanciando segnali d’allarme e qualche antivirus. Una diossina intellettuale sta decretando il Declino e la Caduta dell’Impero dell’essere umano… e se non avessi qualche speranza lascerei perdere.” Franco Battiato

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Un fiore di parola

Posted Gennaio 21, 2008 by
Categories: annunci

immagineantologia.jpg

esce l’antologia un Fiore di parola

 

Alfia Milazzo legge in Stasi irregolare

Posted Gennaio 19, 2008 by
Categories: Uncategorized

Ringrazio Alfia Milazzo per la lettura del mio Stasi

Marco Scalabrino legge Orfana di mia figlia di Morena Fanti

Posted Gennaio 14, 2008 by
Categories: letture

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Orfana di mia figlia

di Morena Fanti

edizioni il pozzo di giacobbe 2007

C’è una sola “semplice” domanda a fondamento di questa sorta di diario/taccuino redatto precipuamente nell’arco di un anno: tra il 5 Novembre 2001 e il 5 Novembre 2002.

Si chiede in buona sostanza, per le quasi duecento pagine, a se stessi, al lettore, a Colui sta in alto lassù, di dare una risposta ad un crudele perché: il perché della morte (e, diamine, al suo cospetto non adoperiamo eufemismi!) di una giovane donna.
E tuttavia, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare considerata la circostanza, i toni non sono quelli della rabbia che ottenebra, della vendetta/rivalsa nei confronti di chicchessia, delle indistinte accuse/invettive al mondo.
La sentenza non lascia adito ad appello: Read the rest of this post »

Scrittrici allo specchio di Anna Ruggieri

Posted Gennaio 6, 2008 by
Categories: letture

Una stagione sprecata: solo così può definirsi l’occasione persa, da milioni di donne contemporanee, di utilizzare e migliorare tutte le conquiste della scienza (prima fra tutte il controllo delle nascite), della politica (il suffragio universale), delle leggi (accesso a tutti gli uffici pubblici e a tutte le attività private) e della legittimazione sociale.
Per fortuna molte donne hanno appreso ed imparato, e continuano ad apprendere e ad imparare. E, di conseguenza, ad utilizzare al meglio le tecnologie derivate dalla scienza ed i diritti assicurati dalla legislazione. Read the rest of this post »

Aliauguri

Posted Dicembre 30, 2007 by
Categories: altro

Da “Breviario di Novembre” di Alessandra Conte - invito alla lettura di Antonella Pizzo

Posted Dicembre 26, 2007 by
Categories: Uncategorized

 

Un breviario di novembre scritto in una scrittura ermetica e simbolica, preghiere della modernità recitate non all’ombra di un chiostro ma in questo tempo frenetico, in un luogo qualunque che può essere anche un ufficio postale o una città dalle mura sbriciolate. Si avverte il bisogno di chiarezza, si chiede la giusta direzione, qualcosa che ci impedisca di perderci nei labirinti di una iper comunicazione, di un troppo dire, di un dire esagerato che alla fine si rivela essere un insensato  non dire. Avercelo un codice di avviamento postale unico e univoco, certo, inequivocabile, Read the rest of this post »

Su La dimora del tempo sospeso

Posted Dicembre 25, 2007 by
Categories: annunci

Poesie da In stasi irregolare

ringrazio Francesco.