Questo ingordo viluppo di inutilezze di Angelo Maria Ripellino

ripellino

 

 

 

 

 

Chi potrò salvare con gli stracci dei versi,
con questo ingordo viluppo di inutilezze,
con questa inguaribile malsanìa di parole,
ora che il gasolio delira e il carovita vaneggia
e lo zucchero muore?
Chi potrò soccorrere col balsamo delle metafore,
di cui in gioventù ho fatto incetta,
se io stesso ho paura delle vuote domeniche
e delle notti senza un filo di luce
e dell’isoscele pioggia, di questa belletta
che intride le reni?
Assedia anche me il coprifuoco, il deserto lunare.
Penso ai cionchi sprovvisti di grucce,
ai vecchi e ai malati,
agli abbandonati.
Chi li andrà più a trovare?

[Angelo Maria Ripellino, Notizie dal diluvio. Sinfonietta. Lo splendido violino verde, Torino, Einaudi 2007, p. 232]

“Augùri!”, “Augùri!”

Da Notizie dal diluvio – n. 44 – Angelo Maria Ripellino

C’erano Ivàn il Terribile con la pelliccia sino a terra,

e la molle coda colante di una cometa,

una pupàttola argentea con rossi stivali,

una serratura che voleva essere forzata.

E tric trac e lenticchie, presagio di ricchezza,

e tappi immobili come nocchi di quercia,

e una donna-montagna che ascoltava

da uno sparuto mangianastri “Petite Fleur”.

E alcune antenate con grandi orecchini-amuleti,

e barcacce dismesse e mercantesse di cuori,

e la superficie troppo liscia di uno specchio a merletti,

e un pigolio spiritato di maligni scalpori,

e odori di croste di cipria e di capra e di muffa,

e molte viscide teste che si rimpinzavano,

biascicando con foga “Augùri!”, “Augùri!”