Canto della pianura – Kent Haruf

Canto della Pianura è ambientato a Holt, una cittadina del Colorado, lì dove il Grande Nulla Americano del Midwest confina con gli stati occidentali. «A Holt c’era quest’uomo, Tom Guthrie, se ne st…

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Poesia e traduzione bando MCP 2016

Poesia e traduzione bando MCP 2016 http://vivianascarinci.com/2016/04/05/poesia-e-traduzione-bando-mcp-2016/#respond

L’Associazione Culturale Libellula indice la seconda edizione del Premio Letterario Nazionale Morlupo Città della Poesia 2016

Con il Patrocinio e il contributo del Comune di Morlupo e di Strade – Sindacato Traduttori Editoriali e la partecipazione dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” di Morlupo e del Dipartimento Salute Mentale della ASL RM4

Non è prevista tassa di iscrizione

SEZIONE A per la traduzione di un libro di poesia di autore straniero edito in lingua italiana tra 2015 e 2016

SEZIONE B per un libro di poesia edito di autore italiano pubblicato tra 2015 e il 2016

(Le sezioni A e B sono state istituite per incrementare il valore testimoniale e la pluralità del Fondo Librario di Poesia di Morlupo)

SEZIONE C a tre studenti che si siano distinti nella creazione di un elaborato originale nell’ambito dei laboratori sperimentali condotti nelle scuole (premio riservato agli studenti dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino“)

SEZIONE D all’autrice o autore di un testo poetico o narrativo prodotto nell’ambito dei laboratori condotti in collaborazione con il DSM ASL RM4

REGOLAMENTO

Le sezioni A e B del Premio Letterario sono ideate e promosse al fine di favorire una sempre maggiore affluenza di libri di poesia presso Fondo Librario di Morlupo in quanto realtà pubblica di consultazione gratuita dei testi. A questo fine il premio si rivolgerà e sarà diffuso a livello nazionale e internazionale presso poeti, traduttori e editori

L’istituzione della sezione C nasce dall’intenzione di favorire nei più giovani, il loro approccio naturale alla poesia e alle arti in genere e si avvale da quest’anno fin dalla fase organizzativa, della stretta collaborazione con l’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” attraverso laboratori sperimentali svolti all’interno delle scuole del territorio e finalizzati alla produzione dei materiali che concorreranno al Premio. “Il punto forte del Progetto è il metodo della ricerca-azione, che trova nell’allestimento dei laboratori il luogo fisico e logico per concretizzarsi: Il progetto nasce in primis come laboratorio didattico sperimentale. La finalità centrale del Progetto è creare luoghi fisici e abitudini metodologico-didattiche che considerino la poesia come parte integrante dell’esperienza umana e come laboratorio sociale: il progetto intende appunto educare il singolo alla fruizione individuale del testo poetico ma anche riunire attivamente gli alunni intorno ad un lavoro comune, educandoli così alla cooperazione, alla solidarietà e alla corresponsabilizzazione e favorendo in essi l’approccio curioso e vivace al testo letterario. Lo scopo generale di questi laboratori è di fornire agli alunni gli strumenti per capire un testo poetico dall’interno, creando una situazione favorevole per la Nascita di futuri lettori della grande poesia” Francesca Vaccarini, Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” di Morlupo

L’istituzione della sezione D nasce dall’intenzione di favorire una sempre più ampia partecipazione degli utenti del DSM attraverso la produzione di testi creativi. “Il laboratorio di scrittura creativa nasce dal desiderio di fornire un supporto al disagio psichico. La scrittura è un mezzo di espressione che consente ai partecipanti di comunicare i propri pensieri, emozioni, sentimenti, stati d’animo; la scrittura diventa così un luogo di incontro che rende possibile la condivisione di affetti con l’altro che è diverso ma anche simile a me.  Il laboratorio di scrittura creativa, vuole evidenziare la funzione terapeutica che la scrittura può svolgere potenziando competenze cognitive, affettive, comunicative che la malattia mentale spesso blocca o indebolisce. Il recupero di queste competenze può favorire una maggiore accettazione di sé e della propria condizione e in generale un miglioramento della condizione di vita” Rosa D’Acunzio, Psicoterapeuta DSM RM4 e Concetta Rotondo, Psicoterapeuta Ass. Cult. Libellula.

Montepremi 

SEZIONE A alla traduzione di un libro di poesia euro 500

SEZIONE B al libro edito di poesia euro 500

SEZIONE C ai tre studenti dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” che si siano distinti con la produzione di un elaborato poetico nel corso dei laboratori sperimentali euro 300 complessivi

SEZIONE D all’autrice o autore di un testo poetico o narrativo prodotto nell’ambito dei laboratori condotti in collaborazione con il DSM ASL RM4 euro 100

La premiazione

si terrà sabato 17 dicembre 2016 presso l’aula consiliare del Comune di Morlupo, Palazzetto Borghese. I premi in denaro verranno consegnati esclusivamente se il vincitore confermi la sua partecipazione e sia presente all’atto della premiazione. Non sono previsti rimborsi spese

La giuria

Per le sezioni A e B sarà composta da Viviana Scarinci (Fondo Librario di Poesia di Morlupo) Paola Del Zoppo (germanista e traduttrice) e Riccardo Duranti (editore, traduttore e rappresentante di STRADE Sindacato Traduttori Editoriali). Per le sezioni C e D sarà composta da rappresentanti degli Enti e delle Istituzioni patrocinanti. Il giudizio della giuria è inappellabile e insindacabile.

Invio dei libri

i libri partecipanti alla sezione A e B dovranno pervenire alla segreteria del premio  in un numero di 3 copie, entro e non oltre il  31 ottobre 2016. I partecipanti alle sezioni A e B dovranno indicare su un foglio a parte il proprio nome cognome, telefono, indirizzo, e-mail e data di nascita e autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del Decreto legislativo n. 196/2003. I libri (contraddistinti dalla sezione cui si intende partecipare fin dalla busta) vanno inviati a mezzo posta semplice o consegnati a mano in busta chiusa al Centro Libellula – Fondo Librario di Poesia di Morlupo, via San Michele, 8 00067 Morlupo RM (aperti dal Lun. a Ven. 9/13 15/19)

Gianmario Lucini su Poesie a Carol

Questo lo pubblico ogni  2 aprile,  in memoria di San Giovanni Paolo II

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C’è assonanza fra questo cupo canto funebre di sapore medioevale o forse caravaggesco e l’immagine della fine che ormai da mesi il vecchio papa trascinava da un’apparizione all…

Sorgente: Gianmario Lucini su Poesie a Carol

play plot hours [ la casa ]

nevedicarne di cara polvere

PANNELLI SCORREVOLI

MAT

[ un uomo in piedi di spalle davanti ad un comò con i cassetti aperti. la luce nella stanza è quella naturale  di un po’ prima di un tramonto inizio Estate ]

I

Voce narrante [ decidere sul genere ]  :  fai così: piega i tuoi pantaloni non piegarli troppo o te lo fai fare piega le tue camicie quelle nere e quelle bianche non piegarle troppo o te lo fai fare i tuoi calzini un po’ di calzini che con un po’ di mutande stai a posto ma solo se fa freddo non riporli con troppo ordine o te lo fai fare le canottiere anche ma nemmeno nei miei pensieri sei nudo niente canottiere non te lo far fare e dopo che il piccolo bagaglio a mano è pronto saluta chi trovi nel corridoio se non c’ è nessuno scrivi un biglietto magari o te lo fai…

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la ballata delle madri-Pier Paolo Pasolini

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Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d’esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate, a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?

Madri vili, con nel viso il timore
antico, quello che come un male
deforma i lineamenti in un biancore
che li annebbia, li allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
per non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà.

Madri mediocri, che hanno imparato
con umiltà di bambine, di noi,
un unico, nudo significato,
con anime in cui il mondo è dannato
a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d’amore,
se non d’un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v’hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.

Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l’antico, vergognoso segreto
d’accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.

Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!

Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
– nel vostro odio – addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.
E’ così che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.

Viadellebelledonne sospende la sospensione delle pubblicazioni

viadellebelledonne

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Once upon a time o meglio c’era una volta una lumaca che si chiamava Lumaca e viveva in un paese che si chiamava Paese del Dente di Leone, insieme ad altre lumache che si chiamavano Lumache anch’esse. In questo paese tutte le lumachine, lente, appunto, come si conviene a delle vere lumache, conducevano senza alcuna identità una vita lenta e abitudinaria. Un giorno la lumachina comincia a porsi delle domande alquanto scomode, vuole sapere perché le lumache sono tutte così lente, perché si chiamano tutte lumache e a cosa serve la lentezza. Così si avventura fuori dal tranquillo prato e comincia un viaggio. Durante il viaggio fa la conoscenza della saggezza, rappresentata da un saggio gufo e della memoria, rappresentata da una vecchia tartaruga. La lumachina affronterà innumerevoli pericoli, conoscerà gli uomini che non camminano con le loro gambe ma si avvalgono per gli spostamenti di velocissimi mezzi che hanno…

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canto popolare -Maria ca passa ri sta strata nova

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Maria ca passa ri sta strata nova

Maria ca passa ri sta strata nova
Na porta r’in firraru aperta era
“Oh bonu mastru cchi fai apertu astura?”
“Fazzu na cruci a tri puncienti ciova”
“ti pregu mastru nun la fari ora
Ca nova ti la pagu la mastrìa”
“bona donna chi cosa vuliti?
Unni cc’è Cristu cci mintunua a-mmia”
“unn’è lu figghiu amatu ri Maria?’”
“va iti sancu sancu e lu truvati”
Maria etta na uci e s’ammantinni
“ca tantu tiempu ti tinni a li minni
E ora ti viu a la cruci ca penni”
“Mamma biniricitimi e vatuvinni
Ca c’è na santa cruci ca  m’addifenni”
“e se l’acqua ri lu mari fussi uogghiu
Vardatici lu venniri a ma figghiu!

 

Maria che passa da una strada nuova
La porta di un fabbro aperta era
Oh buon maestro cosa fate aperto a quest’ora?
Faccio una croce con tre pungenti chiodi
Ti prego maestro non la fare ora
Che ti pago lo stesso la maestria
Buona donna cosa volete?
Al posto di Cristo ci mettono me.
Dov’è il figlio amato di Maria?
Seguite le macchie di sangue e lo troverete
Maria grida forte e poi ammutolisce
Per tanto tempo ti ho tenuto al seno
E ora ti vedo pendere da una croce
Mamma benedite e andatevene
Perché mi difende una santa croce
E se l’acqua del mare fosse olio
Vegliate il venerdì di mio figlio.

Traduzione mia

Bustle

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Fu trambusto fu grida fu sorpresa
la messa domenicale fu sospesa
il prete dal pulpito si mosse
Stoppò all’istante il predicozzo.
L’uomo fu riverso sulla schiena
disteso sulla panca a primo posto
qualcuno del mestiere accorse
gli alzò le gambe, gli sentì il respiro
si chiami un’ambulanza con urgenza.
Qualcuno fu deluso, quando si riprese.
Oh, come sarebbe stato bello se fosse morto in Chiesa!

Valentino – Giovanni Pascoli

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VALENTINO

Oh! Valentino vestito di nuovo,
come le brocche dei biancospini!
Solo, ai piedini provati dal rovo
porti la pelle de’ tuoi piedini;
porti le scarpe che mamma ti fece,
che non mutasti mai da quel dì,
che non costarono un picciolo: in vece
costa il vestito che ti cucì.
Costa; ché mamma già tutto ci spese
quel tintinnante salvadanaio:
ora esso è vuoto; e cantò più d’un mese
per riempirlo, tutto il pollaio.
Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco
non ti bastava, tremavi, ahimè!,
e le galline cantavano, Un cocco!
ecco ecco un cocco un cocco per te!
Poi, le galline chiocciarono, e venne
marzo, e tu, magro contadinello,
restasti a mezzo, così con le penne,
ma nudi i piedi, come un uccello:
come l’uccello venuto dal mare,
che tra il ciliegio salta, e non sa
ch’oltre il beccare, il cantare, l’amare,
ci sia qualch’altra felicità.

Oh! Valentino clothed anew,
like the blossoms of the hawthorns!
Just, your little feet tried by the brambles
you wear the skin of your little feet;
you wear the shoes mother made you,
that you haven’t changed from that day,
that didn’t cost a penny: but
the suit she made for you is expensive.
It’s expensive: mother already spent
that jingling moneybox:
now it’s empty: and for more than a month,
the whole poultry pen sang to fill it.
Remember January, when the burning log
wasn’t enough for you, you were shivering, pity me!
and the hens were singing: An egg!
here here an egg, an egg for you!
Then, the hens brooded, and March arrived,
and you, thin little peasant
remained half finished, with plumage,
but barefooted, just like a bird:
like the bird come from the sea,
which hops around the cherry tree, and doesn’t know
that besides pecking, singing, loving.
there could be another happiness.

Traduzione da qui

Andando per la mia strada vidi una calma molto improbabile

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Andando per la mia strada vidi una calma molto improbabile – tutti si erano fermati a guardare il cielo con occhi stralunati le stelle brillavano di giorno Il cane smise di ululare cadevano bombe atomiche fiori passeri pesci canzoni e balli velocipedi cadevano dossier didascalie scale immobili cadevano mobili cadevano titoli azionari borse e indici e obbligazioni cadevano tassi e interessi resse e messe vagavano proiettili un po’ svagati pallottole spuntate e strabuzzate cadevano seni cadevano menti cadevano pance pesi cadevano nasi cadevano lingue cadevano uomini e donne morti ammazzati e sacrificati cadaveri freschi e salme imbalsamate cadevano eliche storte DNA modificati sulle nostre teste precipitava il presente.

8 marzo – da donne a donne

Un post dell’8 marzo 2011 del fu Viadellebelledonne in ricordo di quei bei tempi

viadellebelledonne

clicca per scaricare il PDF
8 marzo 2011

da donne a donne

“Dopo la festa del carciofo spinoso, della frittella impepata, della mozzarella appiedata, della costoletta impanata, del saltimbocca piroettante, della gallina e del maiale, dopo quella dei nonni, delle nonne, dei papà, delle mamme, del prozio e dell’ava come lava ecco  la festa delle donne. Sarà che sono per la parità ma vorrei tanto che si istituisse anche  “La giornata degli uomini”. “
E’ sentire comune che la giornata delle donne è stata istituita in ricordo delle vittime dell’incendio avvenuto a New York nel 1911 dove persero la vita parecchie donne.

“Nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città…

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