Del sognato di Raffaele Piazza Nota critica di Gabriela Fantato

Del sognato di Raffaele Piazza – La vita felice, 209 – Nota critica di Gabriela Fantato

L’ETERNA ADOLESCENZA DELLA PAROLA

Note in margine a Del sognato di Raffaele Piazza

 di Gabriela Fantato

 

La sensazione che si riceve sin dalle prime pagine di questo nuovo libro di Raffaele Piazza è di avere a che fare con un poeta che, per vita e cultura, ha le sue radici nel Mediterraneo – non dimentichiamo che Piazza è di Napoli – e infatti nei versi si incontrano spesso il mare, il cielo e persino spiagge e scogli – e la prima sezione di questo libro s’intitola Mediterranea – tanto che è ancora possibile cercare e talvolta, forse, incontrare nei testi di questo poeta l’espressione della gioia “semplice” del corpo esposto al sole, alla bellezza del paesaggio. Eppure in questi versi di Piazza c’è anche un altro mondo: quello dei messaggi al cellula- re, delle comunicazioni e-mail e di un muoversi (sovente senza spiegazione e senza direzione) nel bagliore azzurrino della rete Internet. Un mondo di silenzi e vuoto, dove incontriamo anche per le strade profili di ragazze che vanno al lavoro, volti di ucraine (o moldave o romene) venute in Italia a lavorare nelle nostre case. La poesia di questo autore, dunque, si alimenta di una sorta di doppia radice e di doppio sguardo: parola tesa tra dimensione locale (il mare e la costa campana) e dimensione mondiale di una globalizzazione dove emergono sia le comunicazioni planetarie via cavo, sia i flussi di migrazioni e lavoro da ovunque verso ovunque. Sembra davvero che questa poesia sia arrivata sulla pagina dopo un’immersione del poeta nel mondo attuale, ma intendo dire che è proprio della complessità, mobilità e fluidità del nostro presente che si coglie traccia in questi versi, costruiti come intreccio di identità diverse e flusso di molti punti di vista, il che da vita a una commistione di toni e registri linguistici, tanto che i termini tecnologici si affianca- no a reminiscenze auliche, così come il tono del par- lato quotidiano (spesso usato da Piazza) si impenna, a volte improvvisamente, e diventa alto e sofisticato, persino desueto. Continua a leggere “Del sognato di Raffaele Piazza Nota critica di Gabriela Fantato”

Raffaele Piazza -Lettera estiva

Pubblico questa bella lettera estiva di Raffaele Piazza da lui pubblicata il 5 luglio su Erodiade

 

panchina rossa2 by marettay.

A voi scrivo questa lettera
(con diseguale grafia che pare
ondulata come un’acqua di una forma
di laghetto dai cerchi concentrici
di un sasso), amici poeti sempre
in primavera, simile al suo paesaggio
di chiarità, sfondo in cui entrare e
non voler lasciare nemmeno ad
un’offerta di ricchezze non so se di
allori profumati.. Qui la strada è bianca,
come la vostra, vergine agli anni
e alle morti degli uomini e dei
salici, in una storia non ha numero
e nome. Forse non ha nemmeno
storia ma per voi che non vedo
e per me appoggiato ad un azzurro
di panchina contro il cielo resta nelle
vene e nelle linfe il nome
(il nome almeno)
di questa consecutiva estate.