Nel solo ordine riconosciuto

Liliana Zinetti – Nel solo ordine riconosciuto – 2009 – Edizioni L’arcolaio

C’è nella poesia della Zinetti un forte senso di perdita, di dolore, quasi di disperazione, di incompiutezza, si legge l’incapacità a fermare il tempo, la vita, e nulla serve e neppure le parole.

Servirebbe non pensare allo scricchiolio/delle cose, al cedimento di ossa e profili” e poi ancora “La mano scrive nel buio/ciò che sta sospeso e trema”.
In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Ecco la Parola creatrice, che chiama all’esistenza il nominato, le cose esistono quando vengono nominate ma anche noi per esistere abbiamo bisogno di rapportarci con l’esterno, con le cose, con le persone e di chiamare ogni cosa con il proprio nome. E’ quello che secondo me fa Liliana Zinetti coi suoi versi, nomina le cose per afferrarle, per farle sue, per non restare con le mani vuote, per scongiurare il nulla, il niente, il vuoto assoluto, il buio che nasconde le cose, la notte, il grigio che offusca i colori, il tempo che tutto distrugge, l’afasia che è il nulla Continua a leggere “Nel solo ordine riconosciuto”