Il Silenzio di Don Delillo

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De Lillo, considerato il più grande romanziere americano vivente ha pubblicato nel 2020 The Silence, tradotto in italiano da Federica Aceto e pubblicato da Einaudi, nel 2021. Il romanzo di 103 pagine, è diviso in due parti.

La prima parte si svolge in un aereo che si sta dirigendo a New York, dove una coppia di rientro da una vacanza goduta appena dopo la pandemia, si sta recando a Manhattan per assistere insieme ad amici, nell’East Side, alla finale del Super Bowl.

Durante il viaggio mentre la donna prende degli appunti in un taccuino, come è solita fare, si meraviglia che una parola: celsius, le esca dalla testa senza volerlo, così fa delle elucubrazioni riguardo la stranezza del funzionamento del cervello umano. All’improvviso accade che i sistemi elettronici dell’aereo fanno tilt e si silenziano del tutto senza un apparente motivo. L’aereo riesce ad atterrare fortunosamente. La coppia rimasta ferita viene portata in ospedale ma anche lì tutto si è fermato, le comunicazioni, le linee telefoniche, internet. Tutto si è bloccato, treni, metropolitane, aeroscali. La gente scende per strada come impazzita, le persone sono impaurite, confuse.

Nella seconda parte del romanzo si raccontano gli avvenimenti che si succedono all’interno della casa dove alcune persone  attendono l’arrivo degli amici dall’aeroporto. In questa casa sono presenti un’insegnante di fisica in pensione con suo marito nonché un suo ex studente mezzo alienato che non fa altro che parlare e raccontate della teoria della relatività di Einstein.

Anche in casa si spegne tutto e mentre loro sono lì che guardano la tv, lo schermo diventa nero. Il mondo è avvolto nel silenzio. Tutti i dispositivi tacciono. I cellulari sono fuori uso, spenti e silenziosi, così come ogni device, ogni schermo, ogni cartellone digitale. Intanto i due amici dell’aereo riescono a a raggiungere a piedi l’abitazione dove li attendono gli altri. Si fanno congetture circa l’accaduto, si pensa all’invasione degli alieni, allo scoppio della terza guerra mondiale, a un passaggio in un’altra dimensione temporale, a un attacco terroristico.

Nessuno sa nulla. Sembra sia arrivata l’apocalisse. I personaggi si muovono come su un palcoscenico e si avverte fortemente l’incapacità di comunicare fra di loro, come se il blocco delle comunicazioni e il conseguente silenzio, riguardasse non solo le componenti elettroniche ma anche l’essenza stessa dell’essere umano.

I personaggi delirano, non si relazionano, sono lontani l’uno dall’altro, non sanno leggersi, sono silenziosi anch’essi, non esiste dialogo, nessun discorso consolatorio, nessuna parola che spieghi e conforti, vige il silenzio più grande, forse lo sono sempre stati non comunicativi senza mai rendersene conto a causa del rumore di sottofondo fatto dai dispositivi che si sono sostituiti all’uomo. Allora tutto perde significato, anche le parole sono inutili, così i personaggi appaiono rassegnati e si perdono per sempre nel silenzio apocalittico e nello spazio cosmico rappresentato dal nero dello schermo.

antonella pizzo