Biagio Cepollaro – Lavoro da fare

Cominciare un discorso e cominciarlo in un certo modo, cominciarlo da un noi. Una mattina forse, appena alzati. E’ quella l’ora giusta anche se non abbiamo deciso noi che fosse quella, ma è quella, di questo siamo certi, ci viene la certezza da un dolore “rancido” che ci chiama a rendere conto della sua esistenza. Uscire da noi stessi allora, guardarsi e guardare, farsi da parte per osservarsi meglio, specchiarsi nella stanza degli specchi di un castello. La nostra immagine è riflessa e il riflesso viene a sua volta riflesso in un altro specchio così che non si capisci più se si è uno o se si è in tanti, dov’è abita l’io e dove sta il tu, ci siamo noi e ci chiamiamo a raccolta perché c’è un lavoro da fare, e dobbiamo farlo anche se il cuore ci scoppia, anche se la visione è raccapricciante e ci tocca passare le mani sopra la fiamma di una candela che è stata la nostra vita, prendere questa fiamma nelle mani e buttarla nel pozzo ad illuminare il buio, anche se il cuore ha un tonfo, anche se la visione del pozzo è orrenda. Continua a leggere “Biagio Cepollaro – Lavoro da fare”