Il fetore del passato

IMG_20220416_115104_resized_20220416_011936038Sono figlia di emigranti ma non troppo, i miei provenivano da un paese distante solo 40 chilometri dal paese in cui si sono stabiliti subito dopo la mia nascita. Cambiava la provincia e assieme alla provincia cambiavano tutte le tradizioni, principalmente quelle culinarie. Mio padre è rimasto orfano da ragazzo, la madre era di Salerno, figlia di un tizio benestante che possedeva un pastificio, pare sia stata diseredata  perché ha avuto tre figli con mio nonno fuori dal matrimonio. Lui  era guardia carceraria e fino a 27 anni, come credo avvenisse  anche per i carabinieri, non li facevano  sposare. Così mi è stato raccontato, anche se non so se corrisponde al vero. Mi è stato anche raccontato che una volta un ergastolano gli aveva rivelato il luogo dove aveva nascosto un grande tesoro,  leggasi bottino. Il posto si trovava in Sardegna, mio nonno però non andò mai a controllare. Ma perché non è andato? Non  si fa così! Si va in Sardegna, si cerca il luogo, si scava, si trova il tesoro e si diventa ricchi fino alla settima generazione. Invece no, non andò.  Comunque questa è un’altra storia. Continua a leggere “Il fetore del passato”

Il Silenzio di Don Delillo

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De Lillo, considerato il più grande romanziere americano vivente ha pubblicato nel 2020 The Silence, tradotto in italiano da Federica Aceto e pubblicato da Einaudi, nel 2021. Il romanzo di 103 pagine, è diviso in due parti.

La prima parte si svolge in un aereo che si sta dirigendo a New York, dove una coppia di rientro da una vacanza goduta appena dopo la pandemia, si sta recando a Manhattan per assistere insieme ad amici, nell’East Side, alla finale del Super Bowl.

Durante il viaggio mentre la donna prende degli appunti in un taccuino, come è solita fare, si meraviglia che una parola: celsius, le esca dalla testa senza volerlo, così fa delle elucubrazioni riguardo la stranezza del funzionamento del cervello umano. All’improvviso accade che i sistemi elettronici dell’aereo fanno tilt e si silenziano del tutto senza un apparente motivo. L’aereo riesce ad atterrare fortunosamente. La coppia rimasta ferita viene portata in ospedale ma anche lì tutto si è fermato, le comunicazioni, le linee telefoniche, internet. Tutto si è bloccato, treni, metropolitane, aeroscali. La gente scende per strada come impazzita, le persone sono impaurite, confuse.

Nella seconda parte del romanzo si raccontano gli avvenimenti che si succedono all’interno della casa dove alcune persone  attendono l’arrivo degli amici dall’aeroporto. In questa casa sono presenti un’insegnante di fisica in pensione con suo marito nonché un suo ex studente mezzo alienato che non fa altro che parlare e raccontate della teoria della relatività di Einstein.

Anche in casa si spegne tutto e mentre loro sono lì che guardano la tv, lo schermo diventa nero. Il mondo è avvolto nel silenzio. Tutti i dispositivi tacciono. I cellulari sono fuori uso, spenti e silenziosi, così come ogni device, ogni schermo, ogni cartellone digitale. Intanto i due amici dell’aereo riescono a a raggiungere a piedi l’abitazione dove li attendono gli altri. Si fanno congetture circa l’accaduto, si pensa all’invasione degli alieni, allo scoppio della terza guerra mondiale, a un passaggio in un’altra dimensione temporale, a un attacco terroristico.

Nessuno sa nulla. Sembra sia arrivata l’apocalisse. I personaggi si muovono come su un palcoscenico e si avverte fortemente l’incapacità di comunicare fra di loro, come se il blocco delle comunicazioni e il conseguente silenzio, riguardasse non solo le componenti elettroniche ma anche l’essenza stessa dell’essere umano.

I personaggi delirano, non si relazionano, sono lontani l’uno dall’altro, non sanno leggersi, sono silenziosi anch’essi, non esiste dialogo, nessun discorso consolatorio, nessuna parola che spieghi e conforti, vige il silenzio più grande, forse lo sono sempre stati non comunicativi senza mai rendersene conto a causa del rumore di sottofondo fatto dai dispositivi che si sono sostituiti all’uomo. Allora tutto perde significato, anche le parole sono inutili, così i personaggi appaiono rassegnati e si perdono per sempre nel silenzio apocalittico e nello spazio cosmico rappresentato dal nero dello schermo.

antonella pizzo

Il presentatore diede la parola all’ultimo politico di grido

Il presentatore diede la parola all’ultimo politico di grido
che fece salti mortali e come una scimmia si arrampicò sugli specchi
con una giravolta afferrò capra e cavoli.
Il presentatore andò a dormire tardi e sognò di populismi
di necessità e di legislature
un patto positivo e qualche illusione
sognò poi la flessibilità che gli fece piagare la testa.
Il presentatore pensò: non cambia mica molto la cosiffatta storia
sarebbe rivoluzione solo ci fosse una lotta
comunque il peggio è passato spero ora non ricomincino con la guerra dei dazi.
Il presentatore indossò gli occhi all’incontrario e la sua lingua leccò il veleno
che lento la serpe produsse e poi nascose per somigliare all’agnello.
Noi ci alzammo presto e andammo a lavorare senza contratto e garanzie
aspettammo a lungo che passasse il peggio ma il peggio dimorò a casa nostra
così anche quella notte tornammo a dormire .

piccola poeresia dedicata agli esodati

Fornero-Esodati

Aspetta qualcosa qualcuno la lettera il fax la mail la pec
dal sito dal portale dalla buca delle lettere dal balcone affacciato
nel forum chiede timoroso e angosciato
– scusate il disturbo signori e signore qualcuno di voi
ha per caso ricevuto risposta?

Dalla dtl di Alessandria nessuna risposta
Dalla dtl di Arezzo nessuna risposta
Dalla dtl di Asti nessuna risposta
Dalla dtl di Ancona nessuna risposta

Aspetta qualcosa qualcuno un cenno un foglio piegato
un incarto riposto con cura, una busta un messaggio un segnale
di fumo magari che viene dalla regione degli indiani
d’america d’asia dall’india dall’africa da un luogo indistinto
lontano sfuggente incomprensibile un labirinto dell’anima

Dalla dtl di Genova nessuna risposta
Dalla dtl di Roma nessuna risposta
Dalla dtl di Napoli nessuna risposta
Dalla dtl di Imperia nessuna risposta

aspetta qualcosa qualcuno che gli dia la speranza la vita l’onore
un tam tam un mugugno un’intervista un servizio
un accenno un programma tv un cinguettio che affermi
una frase che dice coraggio, una pacca un sorriso
un dai fatti forza ti toglieremo quest’oggi il tuo marchio d’infamia

Dalla dtl di Latina nessuna risposta
Dalla dtl di Venezia nessuna risposta
Dalla dtl di Lucca nessuna risposta
Dalla dtl di Ragusa nessuna risposta

La sveglia suonava alle cinque faceva piano
per non svegliare i figli e la moglie
al buio si vestiva e in cucina faceva il caffè
Rispettoso con i colleghi ha sempre fatto il suo dovere
si impegnato anche oltre l’orario, ha dato la vita all’azienda

Dalla dtl di Reggio nessuna risposta
Dalla dtl di Bologna nessuna risposta
Dalla dtl di Sondrio nessuna risposta
Dalla dtl di Trieste nessuna risposta

La sciarpa la teneva stretta al collo
per via della nebbia attento guidava
vedrai quando avrò la pensione
faremo quella bella crociera
sul mare d’oriente sul nilo col vento caldo
un bacio sul ponte il tuo braccio sul mio.

Dalla dtl di Ampefuro nessuna risposta
Dalla dtl di Cobenza nessuna risposta
Dalla dtl di Fitinzia nessuna risposta
Dalla dtl di Ruponia nessuna risposta

Potremo comprare anche un pezzo di terra
che fiori, che frutti, che erbe, che sole
che acque, che prati, che odori, che suoni
e farfalle e lombrichi, che api che miele
che colori che foglie che olio che vigna
che mele che pere lattughe zucchine

Dalla dtl di Comodo nessuna risposta
Dalla dtl di Solima nessuna risposta
Dalla dtl di Zucana nessuna risposta
Dalla dtl di Rotunia nessuna risposta

Ti compro una spilla un vestito una stola
un abito in pizzo, di damasco una giacca
un belletto un profumo una piccola case
un anello incrociato un bracciale in corallo
un cappotto di lana una borsa di pelle
le stelle la luna la gioia di essere stato
alla fine e per sempre non più un esodato ma un salvaguardato

Ho un catamarano in testa, un gran veliero 6-6-14

 

SALTO NEL VUOTO. Serie di 20 unità. Fernando Suárez Reguera - Bronzo e specchio 50x50x16
SALTO NEL VUOTO. Serie di 20 unità. Fernando Suárez Reguera – Bronzo e specchio 50x50x16

 

 

Ho un catamarano in testa, un gran veliero,
una canoa con dentro degli indiani
una tortuga con sopra dei pirati
un tipo strambo mi ha spiegato come è stato
che mettendo tre pensieri in croce dormendo sul divano
alle cinque m’è venuto dentro un sogno strano.
Sorseggiando un the freddo mi sovviene pure
che quella donna vestita di violetto voleva che io mi buttassi sotto
un volo alto sei metri – risposi – non credo proprio di saperlo fare
ma lei insisteva, e mi propose un doppio volo con affondo preciso nel profondo.
Stringiti forte a me che so volare, tu chiudi gli occhi e poi saltiamo giù
abbi fiducia in me che lo so fare.
Sarà come sarà ma davvero credo che sia meglio per me lasciare stare
starmi tranquilla ad aspettare che arrivi il giorno mio per scivolare
che negli abissi  lo sai non so nuotare. Continua a leggere “Ho un catamarano in testa, un gran veliero 6-6-14”

L’U.P.I. di Paola Lovisolo (di Margherita Ealla e Antonella Pizzo)

L’U.P.I. di Paola Lovisolo (uscito oggi su Poesia 2.0)

Immagine Paola Lovisolo: Dopo chilometri di cielo

di Margherita Ealla e Antonella Pizzo


Quello che segue è un dialogo a tre voci

Voce 1 – Paola Lovisolo.

U.P.I. Unità Poesia Insoluta

[soluzioni di continuità da un intervallo]

[nata per posteri abortiti non ho mai smesso di scrivere lettere agli oggetti]

venuti e andati, giochi e basta Continua a leggere “L’U.P.I. di Paola Lovisolo (di Margherita Ealla e Antonella Pizzo)”