poesiaoggi

Al canto dell’autunno saremo sommersi dai rimpianti.
Ora che l’estate è all’inizio siamo solo scomparsi
dentro la noia, tesa come una corda insaponata,
melliflua a volte, e ingannatrice sempre.
L’estate si è fatta attendere per decine di giorni
tutti uguali, e ora, al suo saldo, si affloscia nelle mani
come di un cuoco il soufflé malriuscito, specialità
della cucina morbosa, nata storta, con l’handicap.
La bella stagione in te è finita appena cominciata,
senza amici, senza nessuno, nei marciapiedi
ossessivi della tua grande città, solitaria di tanta gente,
inespressa, mentre la corista dei Pink Floyd da un oblò
fa uscir fuori il fiato dalla parte buia della luna.
Musica per sole stelle, quando sopra gli ultimi tetti
ascoltavamo la notte di suoni, fabbricati dal buio,
in un Inghilterra remota, sede di inascoltati pianeti.
La mia tristezza non ha rimedio, solo fondo graffio
sulla pelle del senso, nel mio palmo aperto…

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