Luca Pancrazzi, Figline Valdarno (FI) 1961

“io nel pensier mi fingo”

Il paesaggio è il limite per mezzo del quale l’uomo  decide il suo percorso, moltiplicando le proprie scelte in un tutt’uno che, mettendo il linea l’occhio la mano e la mente, indica di volta in volta la direzione intima e personale del cammino. Procedere non è come eliminare le altre possibilità, ma anzi sommare i percorsi paralleli che già si creano, che influenzano i dialoghi fatti con quelli che verranno. Frutto di contingenze è l’abile ingegno di colui che modifica poco, ma sposta, il filtro dell’arte, permettendo alla linea prospettica di dirsi ancora poetica, tintinnio del tempo che decantando, suggerisce.

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