Tag

, , , , ,

VINCENZO CONSOLO E “RETABLO” di Anna M. Bonfiglio su viadellebelledonne
uando un importante scrittore cessa di vivere, anche se su di lui è calato un velo di silenzio, improvvisamente tutti si ricordano del peso che ha avuto nelle patrie lettere. Di Vincenzo Consolo, come scrittore ma non come intellettuale, non si parlava più da un pezzo. E’ vero, la sua produzione letteraria era rimasta ferma a Nottetempo, casa per casa, opera vincitrice di uno Strega nel 1992; il successo de Il sorriso dell’ignoto marinaio si era spento negli anni ottanta, ma Retablo, vero e proprio capolavoro di linguaggio e di visionarietà, aveva suscitato una nuova vena di emozioni per la sua narrazione dalla struttura complessa e scenografica, come appunto i retablos spagnoli. Ricordo una lettura di brani di questo romanzo allo Spasimo di Palermo, (quando a Palermo era ancora possibile godere di eventi culturali seducenti), teatro di suggestiva atmosfera per il testo ammaliante ed evocativo di Consolo. L’evento fu tale che per l’occasione una nota cantina vinicola siciliana produsse un vino che chiamò proprio Retablo. leggi il seguito qui