Pizzicarella degenere o dei quattro
sulle dita le frasi disegnate e sulle unghie ghirigori
le lingue hanno leccato e non mollano
la grande benna la fossa scava
i sì da dire siano quattro come quattro in concerto di vivaldi
per violino per cembalo per archi
Agghiacciato tremar tra nevi algenti

in questo tempo di irresoluzione da destra e manca
vocifera la storia che ci ingloba e ci divora
i sì da dire siano quattro come le stagioni
che vita sono e come tastano il tempo le domande
come l’amianto uccide e la peronospora assale di sera il mendicante d’aria
che pone la speranza il giorno dopo e in pubbliche sozzure non scialacqua

il martelletto perfora e vi delira il mare
confondono i moti le maree, non sanno se risalire oppure scendere
così nell’incertezza si tagliano una crosta e la divorano.
Dove il giusto stava edificando  e nei sobborghi
sdrucciola il piede e il mondo casca così come la terra
in girotondo perso il senso il desolato tace, ma nelle faglie l’eremita supplica
che i sì da dire siano quattro (nascita crescita morte risurrezione)