George Eliot a trent'anni in un ritratto di François D'Albert Durade.

I would have been as great as George Eliot
But for an untoward fate.
For look at the photograph of me made by Penniwit,
Chin resting on hand, and deep-set eyes—
Gray, too, and far-searching.
But there was the old, old problem:
Should it be celibacy, matrimony or unchastity?
Then John Slack, the rich druggist, wooed me,
Luring me with the promise of leisure for my novel,
And I married him, giving birth to eight children,
And had no time to write.
It was all over with me, anyway,
When I ran the needle in my hand
While washing the baby’s things,
And died from lock-jaw, an ironical death.
Hear me, ambitious souls,
Sex is the curse of life!
***
Sarei stata grande come George Eliot
solo che mi fu avverso il destino.
Guardate il ritratto che Penniwit mi fece,
il mento poggiato alla mano e gli occhi infossati-
e grigi, e che guardano lontano.
Ma c’era il solito, eterno problema:
celibato, matrimonio o libertinaggio?
Poi John Slack, il ricco farmacista, mi corteggiò,
con la lusinga che avrei scritto il mio romanzo in pace,
e lo sposai, misi al mondo otto figli,
e non ebbi più tempo per scrivere.
Comunque, per me era finita,
quando mi piantai l’ago nella mano
mentre lavavo la roba del bambino,
e morii di tetano, una morte beffarda.
Ascoltatemi, anime ambiziose,
il sesso è la maledizione della vita!

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