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II

Il suo nome significava immortale

il suo cognome figlio della morte – un rapporto che c’era

e si è modificato. Io che ti indovinavo

cerco altre vite (salve

a loro insaputa) da portare

nella struttura opaca della difesa dove sei

un mite niente – il quadro

che si sente salire dalla tela.

Maria Grazia Calandrone

Tratto da

Ministero della realtà teatro di sinistri mortali

Seconda classificata al

Premio Turoldo 2004

***

Athanasios Thanopoulos , 39 anni – 3 aprile 1962 Patrasso (Grecia)  – 14 maggio 2001 Pescara

Tratto dal 4° opuscolo dell’Associazione vittime della strada.

Vivevamo a Pescara, lui era medico, ginecologo. Quel 14 maggio è uscito come sempre nel primo pomeriggio per recarsi al lavoro; è stata l’ultima volta che l’ho visto, che ho visto mio marito, e mai più dopo, neppure nella bara.

(cut)

Era nato a Patrasso, era greco, un bellissimo acheo; intelligente, colto, sempre allegro,  sereno nelle  situazioni più difficili, innamorato della vita. E ci adorava, me e il nostro piccolo Alessandro, che ha potuto tenere in braccio solo per nove mesi.
Il suo nome in italiano significa immortale, il cognome figlio della morte. Penso spesso al significato di queste parole;  sinceramente non so se esiste un’immortalità dell’anima, ho però una certezza, una delle poche ormai nella mia vita: anche se quel maledetto giorno la morte è
venuta a prenderselo, eterno sarà l’amore, immortale, o almeno quanto me, il ricordo di  un uomo speciale che ho avuto la fortuna di avere al mio fianco per 14 anni.

Aveva una visione della vita, una maturità interiore, una saggezza che affascinavano non solo me ma chiunque gli si avvicinasse. Forse per questo era già pronto, ancora così giovane, ad essere accolto lì dove è ora, forse è vero l’antico detto greco che muore giovane chi è caro agli dei. Mi capita spesso, nei frequenti  momenti di estrema difficoltà che la vita dopo quel giorno mi presenta, di pensare a come avrebbe reagito lui, di cercare di reagire come avrebbe fatto lui. Ed è anche per questo che gli dico, che ti dico, “grazie di essere esistito”.

Tiziana Addona