Una poesia sulla solitudine di Clelia Pierangela Pieri, una solitudine che si potrebbe chiamare, osando un neologismo, “dolitudine” in quanto dolorosa mancanza di fiato e di parole, condizione colma di dolorosa assenza.

a.p.

Foto di Paola Pluchino

Non cerca parole né le troverebbe
questa corsa a stridere sull’incredulità.
Vorticare stravagante di un mattino,
autunno di strada abusato ai passi
ed io.
Sola, e ancor più perché così mi so
nell’indugiare goffo al marciapiede,
condensa d’alito senza colore,
momento poetico di nessun canto.

Isolata e ridicola intuizione
della saggezza che non dice
né concede spazio ai verbi maturati
e dietro la collina respira la nebbia,
insolita scolatura di sere ubriache
del silenzio che non perdona,
del fiato che ti ritrovi.
E poi mancante.
Clelia Pierangela Pieri