Caro amico poeta, mi hai scritto in privato una mail chiedendomi l’indirizzo di casa mia perché volevi mandarmi in regalo la tua ultima fatica poetica, il libro è edito dalla casa editrice Tal dei Tali e dici che ti è costato sudore e fatica, mi racconti che è nato da una tua visione onirica e interiore, dall’osservazione del reale, dal tuo doloro profondo, che è espressione della tua anima, del tuo sentire il mondo e la vita, il complesso rapporto con gli altri e con il tuo Io. Scrivi che saresti molto contento se io lo leggessi, la poesia è dono, si sa, e tu dici che me ne vuoi far dono. GRAZIE caro amico poeta! Caro amico poeta ti rispondo in privato dicendoti che ti ringrazio molto per il dono, per il pensiero, per la tua generosità ti comunico il mio indirizzo di casa (cosa che faccio raramente) preciso, a scanso di equivoci, che non sono una critica e che ultimamanente non scrivo nulla o quasi su ciò che leggo, per stanchezza, per mancanza di tempo, per svariati motivi, ti dico che per ora è così, domani non so. Ma grazie però per il libro, grazie davvero mio caro amico poeta che hai voluto mettermi a parte del tuo dolore, del tuo vissuto, dei tuoi versi, ritenendomi capace di capirli, di capirti, di recepirli, di sentirli.

(ATTESA)

Caro amico poeta sono passati sei mesi e del tuo libro nemmeno l’ombra. Quindi mi mandavi il libro perché volevi che ne scrivessi eh?! Dì la verità? Niente noticine critiche niente libro e dono. Caro amico poeta non che non abbia mangiato per la pena e non che non abbia dormito divorata dall’ansia di ricevere il tuo libro, ho mangiato e dormito facendo benissimo a meno della tua poesia.