il libro dei precipizi, dei luoghi franti, delle impossibili rappacificazioni, un vertiginoso labirinto senza uscite […]”
Dalla prefazione di Stefano Guglielmin

E’ uscito per le edizioni “L’arcolaio” di Gian Franco Fabbri COSMESI il libro di vaan così come è stato presentato da Stefano Guglielmin nella sua prefazione. Aggiungo finalmente, finalmente perchè la poesia di Tonino doveva necessariamente essere messa sulla carta. Quando lessi di lui, anzi quando lessi le sue poesie parlai di “sorpresa”. Mi riferisco a ciò che scrissi nel vecchio sito di Don Centofanti un po’ prima che si trasferisse altrove “per fornire un servizio più articolato ed efficace…” “Nata in seguito ad un articolo di Balestrini apparso su Liberazione è di non molto tempo fa la polemica riguardante i poeti che circolano su internet. Umberto Eco sull’Espresso ci riferisce di un poeta laureato che ha detto “se vai su Internet a cercare la poesia, trovi tanto materiale inerte, esternazioni emozionali da scemi del villaggio; i blog sono fatti per lo più da esibizionisti. Si trova la fuffa peggiore, senza un orientamento”. In effetti il poeta laureato non ha tutti i torti, infatti se in un provider proviamo ad inserire nel form di ricerca il tag poesia, avremo l’impressione d’aver trovato “di tutto/di più”, tranne quello che cercavamo, e cioè la poesia. Ma se si è cocciuti e non ci si rassegna e si continua a cercare e a cercare, può capitare di avere delle sorprese. Antonio Vasselli anzi vaan (con la v minuscola come lui stesso preferisce) (http://vaan60.splinder.com) sorprende. Che piacere quando ai mercatini, in mezzo a tante cianfrusaglie, scoviamo un oggetto di valore finito, chissà come, in mezzo a tutto quel ciarpame; andare in libreria e acquistare un volume di poesia di un autore il cui valore è stato già riconosciuto dalla critica, forse non dà l’identico compiacimento. La produzione di Vasselli è vasta, fra tutte le poesie pubblicate nel suo blog vorrei che vi soffermaste sul blocco “.transfughi” che contiene otto poesie. Mi colpisce nel titolo la particolarità del segno di interpunzione, il punto fermo, posto davanti come si usa nella lingua spagnola, (segni a testa in giù ad introdurre le forme interrogative ed esclamative) come se ancora prima di cominciare ci si fermasse a considerare, a prendere respiro, a riempire i polmoni d’aria perché si sa che si dovrà fare un lungo viaggio, una lunga nuotata. Vasselli è istruttore di nuoto e sa quanto sia importante la respirazione e il fiato, sa che ad ogni bracciata bisogna inspirare ed espirare, bisogna eseguire i necessari movimenti anche nel disordine apparente, nel verso libero, occorre domare l’acqua altrimenti si affonda, si annega, non si arriva alla fine della vasca. E quando si tocca il bordo, se si vuole, si può ricominciare. E si vuole ricominciare perché la ricerca è lunga e la voglia di poesia è tanta. Ed è un discorso sempre aperto, poesia dopo poesia, vasca dopo vasca, respiro dopo respiro, verso dopo verso. In questi versi precisi e mai banali dall’acqua lo sguardo va alla terra, dall’acqua emerge la terra. Nella terra c’è una casa e una finestra, e da lì si può osservare meglio ciò che ci circonda, la terra, che è piena di “cose, tante”.

La madre terra, terra amata, la terra sacra “sopra la pietra d’angolo illuminata/ sparge una semplicità crescente”, terra desiderata, osservata con meraviglia, guardata con ammirazione e rispetto, con un nascondimento ed un silenzio come se le parole le “atee parole” potessero, in qualche modo, disturbare il vento, il vuoto, i raggi del sole, le ombre “dove fermai la mano ieri l’altro/ da non servire più appunti/per seguirti nella notte/terra” Transfugo.

da lapoesiaelospirito.splinder.com

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Se nel 2006 dissi che vaan era stato una scoperta e che lo apprezzavo, ora, rileggendolo a distanza di quasi tre anni, affermo di apprezzarlo ancora di più. Se ti viene voglia di scrivere una poesia, se hai dei versi dentro, se hai qualcosa che preme per uscire allo scoperto, se ti capita che quella poesia, quei versi, li trovi già scritti, allora leggendoli è come se li avessi scritti tu, provi lo stesso piacere, la stessa soddisfazione, la stessa consolazione. Così mi è accaduto leggendo Cosmesi il libro di esordio di Antonio Vasselli aka vaan.
Se fra diecimila anni i nostri pronipoti, i futuri abitatori della terra, ammesso che fra diecimila anni la terra esista ancora, leggeranno Cosmesi avranno l’esatta percezione di come l’umanità viveva, pensava, amava, soffriva in questo secolo e in questo preciso momento della storia.
Descrive il poeta una famiglia standard di questo secolo “papà che non parlava” “lasciandoci inaridire”, una famiglia che abita in una stanza “arredata per fuggire/mista di metalli fusi ed ossa di cammello”, che si ciba con “cena fredda/tiepidi rituali non scaldano”.
Un secolo dove si fa ricorso alla chirurgia plastica per cancellare i segni del tempo, una società che ricorre a tutti i trucchi possibili per sembrare migliore di quella che è, ma vann sa scavare in fondo e non si lascia ingannare dalla pratica della cosmesi.
Lui scrive e annota con diligenza a futura memoria, a differenza del chirurgo plastico che nasconde lui porta alla luce, a differenza di chi maschera con cerone e fard lui smaschera. Eccovi il “magnifico” vann, impietoso reporter di un secolo bislacco e fetido e marcio:

“io porto con me una matita/scrivo cose che non vale la pena di fermare”
Fra le più di settanta poesie, più o meno lunghe, che compongono la raccolta ne ho scelto una molto breve, si trova a pagina 56, poesia che trovo sia molto musicale e piena di senso, dove si legge chiara la voglia di superare le nostre ansie assassine ma nello stesso tempo si avverte la solitudine e l’egoismo del nostro vivere. molto bella perché contaminata da termini aulici quali alisei e guglie, un mixer perfetto fra moderno e antico, di neologismi o marchi di fabbrica quali magnini. A Tonino vanno i miei ringraziamenti per il dono di questi versi e all’editore i complimenti per averli pubblicati, nonché a Stefano Guglielmin per la prefazione, molto ma molto più interessante di queste brevi noticine di una finta critica. Se volete leggere altri testi consiglio di acquistare il libro, mi pare d’aver letto che l’editore in questo periodo sta praticando degli sconti.

dimmi collega del magnifico magnini
che io ti parlo di forre e valli
dove ho visto aquile in alto ai nostri alisei.
tu hai pensieri per i tuoi lidi
come io ai miei
ogni tanto assassini
.ma ai convegni urgenti
fino a prima della sera
siamo già partiti al fuoco
a marialerba
sopra la piana che sdomina
alle pontine guglie sul mare

Tonino Vaan (Antonio Vasselli) nasce a Tivoli, nel 1960. Cresce in ambito poetico, in vari siti di scrittura presenti sulla rete web. Nel Maggio 2004, vince il premio di poesia “San Bernardino” a Stimigliano (Rieti). Un suo lavoro figura nell’antologia poetica “Il segreto delle fragole”, LietoColle 2007. In occasione del Maggio Sermonetano 2008 partecipa alla performance “Silenzi in forma di Poesia”. Ad oggi è attivo con i reading del gruppo “LaTerzaMano”. Il suo blog attuale è http://www.piccolifoglibianchi.splinder.com