Tag

,

Due/tre premesse, anzi due perchè la terza l’ho cancellata.
1) il libro non è mio ma l’ha comprato mio marito, che l’ha rivoluto subito per cui non l’ho potuto rileggere (che è chiaramente una scusa per giustificare la pochezza della mia lettura)
2) che la speranza di cui parla Zaccuri non l’ho totalmente percepita e mi sembra anche un pochino improbabile, lo scrive la stessa scrittrice cattolica americana Flannery O’Connor, uno dei punti di riferimento dell’indagine di Zaccuri, che “il territorio è in buona parte nelle mani del diavolo” (anche se il cristiano in quanto cristiano spera sopra ogni speranza – dall’omelia di domenica scorsa di don Luca, viceparroco della mia parrocchia).

“In terra sconsacrata” di Alessandro Zaccuri

E’ una storia d’amore (e anche di speranza) e come ogni storia inizia dal principio, così anche questa, anzi questa inizia dal cominciamento e fa venire in mente una poesia d’amore della scuola siciliana scritta di Jacopo da Lentini :

Dolce cominciamento:
canto per la più fina,
che sia, al mio parimento,
d’Agri infino in Messina,
cioè la più avenente,
“O stella rilucente,
che levi la maitina,
quando m’apar davanti
li tuò dolzi sembianti
mi ‘ncendon la corina”.

di siciliano ho trovato nel saggio di Zaccuri anche l’immagine di quella bambina morta e conservata dentro una teca di cristallo nelle catacombe dei cappuccini di Palermo. La cultura siciliana è la mia quindi la riconosco. Se ciò accade in piccolo figuriamoci se ciò non accade con  il cristianesimo che è stato ed è portatore di una parola forte come la buona novella.
Un saggio che vuole dimostare come l’immaginario continua a nutrirsi di temi cristiani e di simboli cristiani complessi. Analizza così Zaccuri una serie di film per leggere ciò che c’è ancora di cristiano in ciò che non lo è, e quanto il cristianesimo abbia influenzato la cultura del passato e contemporanea. Luoghi sconsacrati vengono utilizzati per la proiezione di film pornografici, così afferma contento il re del porno Tinto Brass. Una chiesa sconsacrata non dovrebbe essere molto diversa un comune edificio, evidentemente continua ad avere valenza di sacro altrimenti Tinto Brass non ne sarebbe tanto entusiasta. Nel film Horror Silent Hill (Christophe Gans, 2006) la madre, Rose, va alla ricerca della figlia in una città devastata e abitata da mostri e inseguita da creature orribili che vogliono massacrarla, si porta la mano al medaglione raffigurante  la figlia  che ha appeso al collo, è questo un gesto di profonda cristianità, una preghiera muta, un atto di grande amore, la dimostrazione dell’amore che lega la madre alla figlia, la Madre al figlio, il figlio al Padre. E’, infatti, lo stesso gesto che fanno i cristiani quando portano la mano al Crocifisso. Alcune discoteche sono arredate in stile gotico che tanto ricordano le cattedrali cristiane. Zaccuri analizza luoghi, concetti, che sono stati utilizzati in abbondanza dal romanzo gotico e popolare, dalla pornografia, dai film horror, new age e splatter. Così nel Il monaco di Lewis, nel Frankenstein di Mary Shelley, Le regole di piacere, Il codice da Vinci, Matrix, per passare poi  al simbolismo presente nella cattedrale medievale di Otranto che è stata spesso utilizzata nei generi pornografici e horror. Molta parte del libro è dedicata all’esegesi e alla teologia perché prima di parlare di immaginario cristiano si deve dire cos’è il Cristianesimo. Pone il saggio l’accento sul desiderio e sulla violenza che abitano l’uomo e che può trovare redenzione solo nella bellezza e nella parola. In quella Parola che si è fatta carne, nel Logos che si è fatto sàrx, perchè il cristianesimo non è solo spiritualità ma è spiritualità e materialismo giacchè i cristiani credono alla resurrezione della carne. E così Zaccuri ci racconta in questa storia d’amore del corpo di Gesù Cristo nella Passione (Mel Gibson) ricoperto di sangue, del corpo risorto e del noli me tangeri, della trasmutazione dei temi, del cadavere appeso del Satyricon, di forche vuote, di tombe che si scoperchiano per far uscire il vampiro. “L’immaginario del cristianesimo è esatto nel modo in cui, prima della scienza, è esatta la poesia”. Nel cominciamento Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza. Non può il cristiano vedere il volto di Dio ma immaginarlo o avvicinarsi a lui attraverso la bambina morta dei cappuccini o il volto sporco di sangue del Cristo di Gibson. L’immaginario ci salverà? E’ quella la speranza? L’immaginario cristiano presente in chi non è cristiano può essere speranza in quanto riflesso del divino? E’ nella mano di Rose, la madre protagonista di Silent Hill, che si avvicina al petto e al cuore, lì dove i cristiani portano appesa l’immagine del corpo di Cristo sanguinante?

Annunci