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si è perso il diario di viadellebelledonne  propongo di recitare il Responsorio a Sant’Antonio da Padova

trovato qui

Sant Antonio mio benegno
di pregarti non son degno;
come nostro protettore
prega Dio Salvatore

per tua vita e castità
molte grazie Dio ci da:
per virtù del Dispensorio
facci grazia sant Antonio.

Sant Antonio giglio giocondo
nominato per tutto il mondo
chi lo tiene per suo avvocato
da Sant Antonio sarà aiutato

Sant Antonio che leggeva
Sopr’ jo libro ci appareva;
era Cristo suo divino
che era in forma di Bambino

mentre l’Ufficio si diceva
tra le mani gli fioreva
‘no beglio fiore bianco giglio
liberaci Sant Antonio d’ogni periglio.

pe la róbba che perdemo
a Sant Antonio ricoremo,
ché sta scritto al tabernacolo
Sant antonio fa miracolo.

E miracolo facesti
e tuo padre liberasti
che a morte fu condannato
e dalle tue mani fu liberato.

Dai nemici e da ogni fóco
Sant Antonio ci dia lóco

……………………………

…………………………

(Mancano alcune strofe)

 

Sant’ Antonio da Padova è stato sempre molto venerato nei nostri paesi e ci si rivolgeva a lui per qualsiasi aiuto. Per la protezione degli animali si invocava Sant’ Antonio, magari senza fare troppa distinzione tra quello Abate e quello da Padova; fissate alla trave delle stalle si potevano spesso vedere le immagini dei due santi affiancate (..l’unione fa la forza) per “garantirsi” una più sicura protezione.

Questa confusione, comunque, si faceva anche in altre occasiono. Per esempio, per la ricorrenza di Sant’ Antonio da Padova nei tempi passati si distribuiva ia pane dei poveri; dalle nostre parti si chiasmava “panetta” . Di conseguenza molti mendicanti dai paesi della bassa valle di Nerfa venivano ad elemosinare “la panetta di Sant’ Antonio”. Alcuni di essi, accompagnati da qualche strumento, cantavano le avventure di Sant’ Antonio Abate, normalmente in dialetto es. “sant’ Antonio a jo deserto se magneva le fettuccine; satanasso pe dispetto ci fregheva la furcine…..” terminando a volte con un “ se ci dete ‘na forma de casce, ci nne jamo ‘n santa pace…”

A Sant’ Antonio da Padova ci si rivolgeva, in modo particolare, per poter ritrovare le cose smarrite.
A tale scopo si recitava una particolare preghiera detta Responsorio (detta impropriamente: Dispensorio) per una qualche preveggenza.

Secondo molti devoti, se, recitando questa preghiera dall’inizio alla fine non si verifica alcun intoppo, l’esito per il quale si prega sarebbe favorevole o si potrebbe avere, soprattutto da parte di persone sensitive, una preveggenza (es: individuare il luogo dove si trovi la cosa smarrita ecc:); se ci dovessero essere degli intoppi nel recitare, l’esito sarebbe sfavorevole.

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