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Gennaro Grieco, Storia penace (pref. De Luca) Genesi Editrice 2008

Come afferma lo stesso autore in quarta di copertina questo non è un romanzo o un racconto, è una storia, una storia penace. Un libro da leggere, una scrittura lieve e ironica, areosa, discorsiva, per una storia di dolore e di inadeguatezza, una storia d’amore in fondo, con un colpo di scena finale. Volutamente discorsiva e minimalista sono infatti 60 brevi capitoli, il sessantesimo di una sola parola ma che dice più di mille discordi. Accompagnano la narrazione alcuni disegni giovanili dell’autore e un post scriptum molto divertente dove l’autore ci narra la genesi e l’esodo della storia.

L’incipit
Quando andò fuori di cranio non c’era ombra di testimoni, non c’era. Nemmeno uno straccio di prova che desse certezza del fatto. Niente. Uno zero virgola zero di niente.
Certo, per qualche tempo circolarono delle voci. Ma non erano roba seria, non fecero presa. Solo sfiati, si diceva, fottutissimi pettegolezza buoni solo a dare spago ai cervelli bacati e alle lingue pendule di perdigiorno senza arte nè parte. O sussurri fessi, si diceva, come quelli delle bocche incredibili del mucchio di donne -oh quante donne, quante!- che si era portato a letto.
Proprio così si diceva. Sì: proprio.

Dalla quarta di copertina
Questo non è un racconto. E tantomeno un romanzo. Questa è una storia.
Sì, certo, parole. Ma le perole sono tremendamente importanti, sono; aiutano a inquadrare un problema, a prenderne coscienza. C’è mica da scherzare, c’è!
Si comincia da una parola appena: uno ci pensa su e ne vengono poi altre: prende dunque a scavare, usandone il significato che solo in apparenza a volte si nega: quandi passa piano piano a capirci qualcosa: e via, un approdo che valga alla fine si trova.
E’ una storia.
Di uomini -anzi, di un uomo che, come tutti insieme – e di donne.
Qundi pene.
Quindi della vita (e della morte), quindi del mondo.
E tanto basta -non occorrono nomi, nè di luoghi nè di persone: siamo tutti nella fuffa. (G.G.)

L’autore
Gennaro Grieco (Rionero in Vulture, 1953) vive tra Torino e provincia. E’ laureato in Pedagogia (indirizzo sociogico) e ha avuto esperienze di lavoro diversificate. Poeta già affermato, autore di diversi librei, ha di recente raccolto la sua trentennale esperienza con la poesia nel volume complessivo Apprendimento di cose utili, Genesi Editrice 2007.
Se si eccettua un breve racconto uscito nel 1998 in una pubblicazione premiale colettanea, con Storia penace è al suo esordio come narratore.

Riferimenti sul web
www.gennarogrieco.it
http://gennarogrieco.wordpress.com

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