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Antonella Pizzo legge

Antonella Pedrinazzi Le donne che corrono – Edizioni il filo

Antonella Pedrinazzi non è una scrittrice ma una donna che corre da mattina a sera, corre dietro i suoi innumerevoli impegni, di lavoro, di famiglia, di casa, d’ufficio, i figli, il marito, la cucina, la spesa, e poi, per non arrendersi al tempo, alla fatica del lavoro, agli impegni affettivi, perché dentro ha vent’anni anche se il suo corpo si rifiuta di crederci, va in palestra, va in piscina, fa l’aerobica. In tutto questo correre accade che Antonella per un attimo si distrae e non si accorge di quattro scalini, inciampa, cade, ruzzola, si rompe una gamba ed è costretta sua malgrado a fermarsi, il gesso pesa e non le consente di continuare a correre. Allora si rende conto d’aver sempre corso e si chiede se anche le altre donne corrono come lei, interroga così le sue colleghe, le sue amiche, chiede se anche loro corrono e perchè lo fanno. Scrive, in quella sua fermata obbligata, del suo correre e del correre delle altre donne. Antonella mi scuserà se questa mia lettura è una lettura fatta di corsa, ma ahimè anch’io sono una donna che corre dietro la famiglia, la casa, l’ufficio, lavoro fuori e dentro casa, e vado sempre di corsa, aspetto anch’io i miei quattro scalini che mi consentano una sosta di qualche giorno. Che strane che sono queste donne, sembrano delle folli, si muovono a velocità supersonica, se sono prese dall’ansia allora puliscono i vetri e lo fanno ogni giorno, o se rinvasano le piante ne rinvasano 20 alla volta, se cucinano lo fanno per un battaglione di soldati, ma l’ansia si deve pure sfogare in qualche modo. In mezz’ora la donna che corre riesce a fare la ceretta, la depilazione, il trucco, la doccia, le unghie, la tinta. Il volumetto ha la copertina azzurra e naturalmente c’è un’immagine di una donne che corre. Le intenzioni dell’autrice sono quelle di far sentire meno diverse queste donne, in una sorta di mal comune mezzo gaudio, sentirsi meno sole facendo parte di una categoria specifica: “donne che corrono”. In effetti le donne che corrono sono quelle donne che in nome della parità dei sessi hanno voluto lavorare fuori casa, sono “stupide e sciocche” donne che in nome della libertà si sono trovate nella situazione di dover lavorare non solo in casa ma anche fuori, donne che ricoprono due ruoli, che fanno due lavori. Il libro è autoironico e racconta con simpatia e affetto le vicissitudini di queste donne che nonostante il loro correre trovano ancora il tempo per sognare e per scrivere un libricino carino come questo, un omaggio alle donne corrono, che sono la maggioranza.

 

pubblicato sul numero zero di viadellebelledonne