In fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza, il libro

“Le trame dei film e dei tappeti moderni sono pieni di anilina, caro perplesso lettore. Dal mio osservatorio, sto segnalando, in tutti i modi e con tutti i mezzi, la mia posizione; lanciando segnali d’allarme e qualche antivirus. Una diossina intellettuale sta decretando il Declino e la Caduta dell’Impero dell’essere umano… e se non avessi qualche speranza lascerei perdere.” Franco Battiato

Niente è come sembra, il testo della canzone

Rovinò lungo la china solo chi ha un destino rovina
non voglio che l’impuro ti colga
ti darò a una rondine in volo
Niente è come sembra niente è come appare
perché niente è reale
Ti darò a un ruscello che scorre o alla terra piena di mimose
qualcuno si ferma al tuo passare
Niente è come sembra niente è come appare
perché niente è reale
I was in my car watching for the bend
I was looking for you
Dal balcone ammiravo il vuoto che ogni tanto un passante riempiva…
è stato solo un presentimento ti voglio ricordare che
Niente è come sembra niente è come appare
perchè niente è reale.

 

Niente è come sembra, il film

Il mondo è dei furbi e dei ricchi. Dal verme all’uomo, dalle scimmie all’uomo, ma l’uomo è ancora verme, l’uomo è ancora scimmia. Siamo come uccelli in gabbia, uomini che starnazzano. Mai fidarsi delle apparenze, niente è come sembra. Il frassino cresce da solo perchè ha i piedi nell’acqua. Il travestimento è raro momento di coscienza. Le domande sono tante, si comincia dalla prima: Perché siamo.

Dopo PerdutoAmor e Musikanten ecco il terzo film di Franco Battiato “Niente è come sembra”, il film non si può vedere nelle sale ma è acquistabile in un cofanetto edito da Bompiani che contiene il DVD, il libro – In fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza – e il cd audio del concerto tenuto al Teatro degli Arcimboldi di Milano con la Royal Philarmonic Orchestra. Il film non è un film, anche se sul cd c’è scritto “un film di Franco Battiato” non lo è, è qualcosa che forse non esiste e che ha inventato Battiato, un film che non è film fatto con attori che sono attori ma che fanno finta di non esserlo ma che alla fine si capisce che sono attori che fanno finta di non essere attori, perchè niente è come sembra il film non è film e gli attori neanche e neppure io sto scrivendo una recensione. Io l’ho visto a letto, avevo la febbre e m’è piaciuto abbastanza allora. Sarà per questo? Che ero già straniata del mio e col film mi sono ancor più straniata? La storia è quasi inesistente, è solo un pretesto per parlare delle tematiche che a Battiato più intessano.

Il video comincia con delle immagini del protagonista che si presenta utilizzando you tube. Giulio Varga è un anziano professore di antropologia culturale in forte crisi con la moglie. Ha una macchina, una figlia che non vede mai, non crede in Dio. Ma registra tutto ciò che succede.

“Mi chiamo Giulio Varga sono nato a Budapest diversi decenni fa. Pur essendo in pensione, continuo a esercitare la mia vecchia professione, insegno Antropologia culturale presso lo IULM di Milano. Non credo in Dio ma credo che mia moglie stia per lasciarmi. Ho una macchina, una figlia che non vedo mai e una grande passione per le feste etnico-popolari e dovunque ci sia una rappresentazione curiosa e intrigante, ci sono io a documentare”.

Una presenza, la luna che si allontana così come la moglie. Non è lui che cammina, lui si muove senza molta convinzione, tutto si muove attorno a lui e lui è solo un automa che viene spinto in avanti.
Giulio ha una passione che lo muove, lo studio delle feste etnico-popolari. Gli arriva una segnalazione di un rito di origine pre-cristiana, una festa del fuoco in un piccolo villaggio, deve attraversare un pericoloso bosco. Giulio va, ma di notte si perde nel bosco, È terrorizzato. Ricorda i suoni di guerra dell’invasione russa in Budapest. Stanco si addormenta sotto un albero. Fa un sogno premonitore. Si sveglia, cammina, trova ospitalità in una casa dove si sta svolgendo una stranissima festa di compleanno. Una voce fuori campo dice: ” Si tramanda che il Buddha, nella notte memorabile dell’Illuminazione, attraversò diversi livelli di risveglio. Nel primo rivolse la sua attenzione al ricordo delle vite precedenti. Così descrive la sua esperienza: “Mi ricordai di molte diverse anteriori forme di esistenza, come di una vita, poi di due vite, di dieci, cinquanta, cento, centomila, poi delle epoche durante diverse formazioni…e trasformazioni di mondi: Là ero io, con tale nome, di tale gente, in tale stato, in tale ufficio, tale bene e male provando, in tale modo finendo la vita; di là trapassato, entrai di nuovo altrove in esistenza, di qua trapassato, entrai io qui di nuovo in esistenza”

Personaggi disparati discutono di fede, di meditazione e di filosofia, Giulio che è ateo si unisce alla conversazione. Le domande che scaturiscono da queste conversazioni e dal film nel suo complesso sono tante ma non ci sono le risposte.

Nel film c’è un monaco buddista, le immagini della monaca tedesca Hildegarda Von Bingen, che parla delle sue visioni mistiche, c’è Emilio Fede, c’è la prova del cuoco, Alejandro Jodorowsky che legge i tarocchi, ci sono le musiciste punk Mab, bravissime e coloratissime. Per inciso la monaca mistica, interpretata da Sonia Bergamasco, e le Mab sono le cose più coinvolgenti del film. Nel film c’è un po’ di tutto, c’è tutto quello che c’è, un accumulo di pensieri, di teorie, filosofia, religione, musica, esoterismo, parlano tutti da soli, ognuno dice la propria verità, ognuno racconta la propria esperienza . Giulio partecipa poi ad una lezione di un maestro orientale. “Il cammino è lungo, arduo, pericoloso e difficile. Migliaia di nemici visibili ed invisibili si scaglieranno contro di te, terribilmente astuti contro la tua ignoranza, enormemente potenti contro la tua debolezza. Il Cielo ti si farà incontro con le sue prove impietose, con i suoi dinieghi freddi e splendenti. Demoni furiosi ti impediranno di proseguire sul sentiero e gli Dei indifferenti al di sopra di te. Ma se resisti, fedele al tuo scopo, non sarai mai scosso”.

Il maestro parla ma Giulio è distratto, si avvicina ad un albero di ciliegie. Una donna lo segue e gli chiede: “Sinceramente non ho capito perché lei è qui”. Giulio mostra le ciliegie che ha appena colto: “Sinceramente io sono qui per queste!”. A detta di Battiato pare sia una chiusura zen: Piuttosto che niente meglio una ciliegia.

Sinceramente anche se ho trovato interessante il film per tutte quelle domande che restano sospese e che ti inducono a riflettere, preferisco banalmente il divertimento di Battiato in concerto, lo preferisco così, in questo video amatoriale girato da noi con il cellulare durante il concerto che fece quest’estate a Ragusa. Se ascoltate con attenzione potrete sentire anche la mia voce, sono io che starnazzo 🙂

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