bisogna essere temprati per percorrere le strade che tracciano i versi di Gabriele,e chi lo è? Io no. sin dalla premessa ci si rende conto d’avere fra le mani materia che scotta, in una “premessa dimessa” avverte e spiega infatti il Pepe all’incauto lettore che si avventura fra le pagine di questo libro che ciò che si andrà a visitare non sarà un luogo tranquillo e romantico, la spiaggia, l’onda, il mare placido e quieto, bambini che giocano rincorrersi, biondi e con gli occhi azzurri, ma ci avviamo verso un luogo dove saremo esposti a richiami di “sonagli luminosi, sussurri ottici, radiosi strepiti d’introspettiva fiaccola” dove si convertirà col canto l’organico alla sua brace. Non un lasciate ogni speranza o voi che entrate ma pepe ci dice senza mezzi termini rendevi conto che polvere siete e polvere ritornerete. “e il cacciatore arranca//senza fiato rincorre la sua vita/preda cangiante che del cosmo/ si crede l’epicentro” è un libro che leggo spesso, trovo che sezione lucy sia superba. ora vi confesso una cosa, avrei voluto fortemente scrivere sul libro di gabriele ma non ci sono riuscita per paura di dire banalità così mi limito a questo misero post. qualcosa di più esaustivo  qui

Esposizione

Esposizione nucleare di un alter ego che non sia Aristotele scienziato
bensì il miraggio puro e prometeico di un progetto inafferrabile
raccolto al mito del Titano che s’intravede in fuoco e scintillio di lingua.
Sonagli luminosi, sussurri ottici, radiosi strepitid’introspettiva fiaccola
che in luce salmodiando l’organico scottante alla sua brace convertirà

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