nei miei denti neri
lo specchio del tuo viso scarno
rugoso
secco
nel mio abito nero
i brandelli del tuo tessuto
ormai sfibrato
slabbrato
un ruggito di tigre ferita
e un ululato di lupo
la fronte sanguinante
e la voce senza vocali.

per vedere il dolore di mia sorella,
Padre,
dovevo provarlo anch’io?
per leggere le sue parole notturne
per accarezzare la sua mano
(dita lunghe d’artiglio
e unghie spezzate)
dovevo prima sapere?
solo così la discesa
la caduta
l’affogo
il dibattersi
e il rivoltarsi.
solo così il nero inevitabile.

pubblicato qui

Annunci