Pubblicato qui in attesa di essere pubblicato il 24 settembre su viadellebelledonne nella sezione Lo spazio e il tempo della scrittura

Nella mia casa vecchia, nella mia stanza
Antica scrivo forse di me
Scrivo nella tastiera uso due dita
Il terzo dito e l’occhio dentro
Lo svolto e lo rivolgo al mondo
alle previsioni del tempo, di un tempo
Unico, il mio assieme a quello
Che agli altri appartiene
In questo secolo tutto tondo
Che iniziò con molti zero
E poi finì quando l’uno
Mi si appiccicò davanti e mi cambiò
Tempo di torri e di sciacquette
Tempo di Macerie di miss italia
Di sbarchi e missili
Di muri e pianti
Spazi ristretti fra muro e muro
Quando i vicini fecero la strage
Quando ammaniti scrisse del comando
Quando il commando fece l’irruzione
e si divisero le ossa del maiale.
La mitraglietta sputa e sangue
Spande e mi riprende il verso
Lì dove ieri lo lasciai a marcire

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