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Terra matta di Vincenzo Rabito

terra matta

Vincenzo Rabito è quasi un mio compaesano, è nato a Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa nel 1899, ed è morto nel 1981. Era un ragazzo del 99, di quelli a 18 anni sono andati a fare la prima guerra mondiale nel Piave, quando il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio… non passa lo straniero. Chiaramonte è un bel paesello a circa 650 metri di altezza e si trova ai piedi di un gruppo di monti, fra i quali l’Arcibessi, denominata balcone di Sicilia perché da lì si può vedere Gela, l’Etna, la valle dell’lppari, gli Erei, gli Iblei e anche il mare dell’Africa. Ci sono parecchi uliveti che danno un olio conosciuto in tutto il mondo, o quasimondo. Se vai in piazza un uomo come Vincenzo può essere che ancora lo trovi, sono gli uomini di una volta, quelli dalle scarpe grosse e dal cervello fino, le mani callose, la fronte rigata, il sorriso sempre e la gentilezza, gente saggia, con intelligenza viva, che non ha paura di niente, gente che lavora senza mai stancarsi. Rabito è stato minatore in Germania, poi è tornato in Sicilia dove si è sposato e ha allevato tre figli.

Rabito ha scritto un’autobiografia che nel 2000 ha vinto il «Premio Pieve – Banca Toscana», ed è conservata presso la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Insomma ha scritto dal 1968 al 1975 questo diario, chiuso nella sua stanza, con una vecchia olivetti e l’ha scritto in una lingua siculitaliana insomma una lingua ammiscata fra l’italianu e il sicilianu, perché pare che lui fosse semianalfabeta. Dicono che questo libro sarà il successo dell’anno e io voglio crederci. In questo diario Rabito racconta la sua vita rocambolesca, la prima e la seconda guerra mondiale e tutte le sue avventure e peripezie. Comunque non l’ho ancora letto ma lo leggerò di sicuro perchè questa cosa mi riempie di gioia. Mi chiedo però se uno per avere soddisfazioni di scrittore debba morire. Mi dispiace che Vincenzo sia morto senza aver saputo che il suo diario verrà letto da un sacco di gente. Nessuno prima si era accorto che Vincenzo aveva scritto questo libro bomba? Il libro si chiama Terra matta ed è edito da Einaudi

brani scelti – archivio diari

ho letto il libro, prossimamente su L’attenzione la recensione

7 comments on “Terra matta di Vincenzo Rabito

  1. [...] curiosi e studiosi per dare un’occhiata ai sette quaderni originali. E nei blog se ne parla moltissimo ogni [...]

  2. [...] curiosi e studiosi per dare un’occhiata ai sette quaderni originali. E nei blog se ne parla moltissimo ogni [...]

  3. recenzeïone

    Lingua che sa
    di terra matta
    e disperatissima
    conta
    la descrazïata vita
    dei Rabito Vincenzo
    di questo mondo
    che pregano
    lanciando bestemie
    ai loro santi
    e sognano
    la santa pace,
    li macaroni,
    le fave atturrate,
    una qualche
    sorta d’amore.
    Che poi
    tirato il conto
    la somma è questa:
    di madre ce n’è
    una sola – e non è
    la Padria
    il resto
    è storia.

  4. Un capolavoro per tutti, ma soprattutto per un siciliano, un ragusano, che può cogliere le sfumature linguistiche saporite e irripetibili.
    Un omaggio a Vincenzo.

  5. I wonder if web industry affected by crisis as well? and to what extend? Will the admins continue this web?

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